La Nasa ha fotografato un iceberg perfettamente rettangolare

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Tuttavia, ciò che rende questo iceberg fuori dall'ordinario è il fatto che sembra un rettangolo perfetto. È già successo nel 2000, quando l'iceberg B-15, il più grande mai registrato, si staccò e dopo due anni si spezzò in modo quasi perfetto.

Sembrerebbe realizzato con un potente strumento di alta tecnologia, ma invece l'enorme blocco di ghiaccio immortalato dagli scienziati della Nasa al largo dell'Antartide è il frutto di un fenomeno del tutto naturale.

Si tratta della foto di un iceberg, diffusa online dalla NASA, dalla forma che appare esattamente rettangolare. Gli iceberg si dividono in due categorie principali; da una parte ci sono quelli che emergono con una forma più o meno triangolare, dall'altra ci sono quelli tabulari, larghissimi e con una superficie piatta. Solo il 10% della grandezza dell' iceberg esce dall'acqua, e la massa sott'acqua sembra avere una forma simile a quella che si vede in superficie. Questa seconda tipologia, alla quale appartiene l'affascinante blocco appena scoperto, nasce dai bordi delle piattaforme ghiacciate, che la Brunt ha paragonato a unghie che crescono troppo e che a un certo punto si spezzano. Probabilmente si tratta di un iceberg giovane, dunque ancora poco intaccato dalle onde o dagli agenti atmosferici che nel tempo altereranno i suoi contorni.

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La sua sagoma è molto meno strana di quanto si potrebbe pensare: esistono infatti i cosiddetti iceberg "tabulari", costituiti appunto da enormi lastre di ghiaccio con pareti verticali e la parte superiore piatta. Un processo che determina questa forma apparentemente rettangolare e assai precisa.

Trovare iceberg tabulari con angoli netti e linee rette non è una stranezza, al contrario, rientra nella normalità anche se la precisione che si nota in questo scatto è davvero sbalorditiva.

I voli offriranno, ogni anno, uno sguardo sui rapidi cambiamenti dei ghiacci di Groenlandia e Antartide, aiutando a completare i dati raccolti con il satellite della Nasa IceSat nel 2003 e 2010, e ICESat-2, programmato per il 2018.

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