La Romania affossa il referendum contro i matrimoni gay

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Prima giornata di voto in Romania sul referendum per modificare la Costituzione e definire il matrimonio un'unione tra un uomo e una donna' e non, come previsto oggi, unione tra coniugi.

La maggioranza socialdemocratica (PSD) ha deciso di lasciare i seggi elettorali aperti per due giorni, sperando di riempire il numero di elettori in questa consultazione la cui principale incognita è la partecipazione: la soglia del 30% degli elettori registrati deve essere raggiunta per convalidare il referendum. Sui social media sono stati pubblicati video e post che sostenevano che le opinioni a favore dei diritti dei gay fossero state inserite nei libri di scuola dei bambini, e che mettevano in guardia dalla possibilità che in futuro coppie dello stesso sesso potessero adottare un figlio.

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Il primo addirittura dovrebbe arrivare a Fiumicino nei prossimi giorni: a bordo 40 " dublinanti ", ossia migranti sbarcati e richiedenti asilo in un Paese - in questo caso, il nostro - che poi lasciano, per girare nel resto d'Europa da uomini liberi.

Si vota anche domenica dalle 7 alle 21 ora locale. Ha ricevuto anche grande sostegno da quasi tutte le forze politiche nazionali, a eccezione del partito Unione Salva Romania, nato nel 2015 per combattere la corruzione e formato sia da parlamentari progressisti che conservatori, e del presidente rumeno Klaus Iohannis, centrista e contrario agli estremismi religiosi.

Il referendum è stato promosso dalla Coaliția pentru Familie, la Coalizione per la Famiglia, formata da organizzazioni di destra e vicine alla Chiesa, ma davanti al quale il Partito Socialdemocratico al governo non ha certo fatto opposizione. Nelle prossime ore, il responso delle urne.

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