La storia dei bambini stranieri esclusi dalle mense scolastiche a Lodi

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Probabilmente il Comune che ho l'onore di amministrare non ha nulla a che vedere con l'economia e con le dinamiche sociali dei ricchi Comuni del Nord Italia e di Lodi in particolare.

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"I bambini non si toccano!" "A oggi - domenica 14 ottobre 2018, ore 15 - abbiamo ricevuto donazioni da più di 2.000 persone che hanno contribuito, con bonifici e pagamenti su PayPal, a raccogliere circa 60.000 euro", si legge in un pot su Facebook. I soldi raccolti permetteranno infatti "di garantire l'accesso dei bambini lodigiani ai servizi scolastici". Sulla base di queste domande possiamo stimare un fabbisogno teorico per sostenere l'accesso dei bambini ai servizi per l'intero anno scolastico - ossia fino a giugno 2019 - di circa 220.000 euro. "Su 100 persone che mi fermano - riflette adesso il direttore - 90 mi dicono che il Comune ha fatto bene a disporre i nuovi controlli; ma se osservo che il complicato regolamento obbliga i bambini a mangiare in aule separate, mi rispondono che "no, questo non è giusto". "I bambini sono tutti uguali, non vogliamo credere che oggi, nel 2018, a Lodi non sia possibile trovare una soluzione giusta che non segreghi alcuni bambini rispetto ad altri", ha scritto il gruppo di genitori che ha aderito all'iniziativa in un comunicato. Le documentazioni parziali devono essere integrate. Così Pierfrancesco Maiorino, assessore alle politiche sociali di Milano, ha definito la vicenda dei bimbi stranieri esclusi dalla mense scolastiche a Lodi. Come ricostruito da Il Post, tutto ha avuto inizio nell'estate 2017, quando la sindaca del Carroccio ha modificato le norme che consentivano di avere accesso ad alcune agevolazioni sulle tariffe per la mensa e per lo scuolabus. Chi vuole accedere alle agevolazioni tariffarie deve presentare la documentazione Isee, ma agli stranieri viene richiesto in aggiunta un documento del proprio paese d'origine che attesti che non possiedono nulla e che deve essere tradotto in italiano. "Il fatto che qualcuno, certamente non i bambini ma i genitori, che potrebbe pagare ritiene di non doverlo fare, rappresenta un insulto a genitori italiani e stranieri, che invece - ha concluso Salvini - pagano quello che devono". Latifa Gabsi, mediatrice culturale italosiriana che si occupa di assistere le famiglie, parla degli impossibili passaggi amministrativi necessari: "Almeno cinque o sei e all'estero: comuni, prefetture, traduttori giurati delle ambasciate italiane". "È un allarme che non ha senso, figlio dell'assenza di leggi che regolino i flussi con normalità", flussi di migranti che "ci sono e ci saranno sempre", ha detto la leader della Cgil, Susanna Camusso. Di fatto la maggior parte di loro non può permettersi queste spese e molte mamme e papà sono costretti ad andare a prendere tutti i giorni i loro figli a scuola all'ora di pranzo per farli mangiare a casa. Per verificare che non ci fossero delle eccezioni alla regola, in una mensa scolastica è stata collocata addirittura una guardiana, chiamata a controllare che i bambini siano tutti in possesso dell'autorizzazione a consumare il pasto. Il Corriere della Sera fa notare poi che durante la ricreazione di metà mattina lo yogurt che viene dato per merenda viene servito quasi solo ai bambini figli di genitori italiani.

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