Manovra, Confindustria contro il governo Di Maio: "Non credano che torniamo indietro"

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Dopo le critiche e lo scontro aperto con l'Europa e i mercati, il governo Conte mostra un primo segnale di cedimento e frena sul Def. Mantiene la barra dritta sulle misure annunciate, e anche sul rapporto deficit/Pil nel 2019, ma lo ritocca al ribasso nei successivi due anni. "Se tagli le tasse - ha aggiunto - aiuti la crescita, noi puntiamo a un'Italia che non cresce dello zero virgola, ma del due, del due e mezzo". Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all'uso delle informazioni ivi riportate. In ogni caso, ha detto il commissario, 'sarebbe assurda una crisi tra Roma e Bruxelles'. Anche perché fonti europee della commissione europea hanno puntualizzato che la valutazione che farà entro la fine di ottobre, in base al documento ("draft budgetary plan") che il governo dovrà inviare a Bruxelles entro il 15 ottobre, riguarderà solo le cifre sui conti pubblici relative al 2018 e gli obiettivi di bilancio per il 2019. Gli risponde Salvini: "Moscovici parla a vanvera, Italia non razzista". "Il 2,4% nel 2019?" "I festeggiamenti dal balcone ci sono costati molto cari". "Per una volta facciamo un pò di deficit, ma per evitare di massacrare i cittadini e le imprese di questo Paese e non per salvare le banche".

"Bella e coraggiosa". Così Matteo Salvini definisce la manovra che attuerà il "superamento della legge Fornero, che vedrà la possibilità, non l'obbligo, di andare in pensione in anticipo rispetto alla vigliacca riforma Fornero senza alcun tipo di penalizzazione". Ma per le misure simbolo, su cui Lega e M5S hanno fondato la loro campagna elettorale, mancano 15-20 miliardi.

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TRIA A CONFINDUSTRIA - Serve oggi una "strategia di politica economica diretta a conseguire una crescita più sostenuta e ridurre il gap di crescita che l'Italia ha avuto con il resto di Europa nell'ultimo decennio".

"Con queste riforme abbiamo previsto che il tasso di disoccupazione, già sceso sotto il 10%, tenderà ancora a scendere attestandosi attorno all'8% se non al 7%", ha annunciato il premier. "Abbiamo bisogno di una crescita vigorosa, ed allo stesso tempo di una maggiore resilienza". E con le preoccupazioni del ministro dell'Economia Giovanni Tria, che ha raccolto di persona quelle dei suoi colleghi europei.

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