Manovra,De Nardis: Cosa succederebbe se Upb bocciasse Def Governo?

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"L'UPB ritiene che non sia possibile validare le previsioni macroeconomiche relative al 2019 contenute nel quadro programmatico della NADEF 2018" ha detto il presidente Giuseppe Pisauro nel corso di un'audizione al Palamento "giudicando che i significativi e diffusi disallineamenti relativi alle principali variabili del quadro programmatico - rispetto alle stime elaborate dal panel dei previsori - rendono eccessivamente ottimistica la previsione di crescita sia del PIL reale (1,5 per cento) sia di quello nominale (più 3,1 per cento nel 2019), variabile quest'ultima cruciale per la dinamica degli aggregati di finanza pubblica". Lo ha annunciato il presidente dell'Upb, Giuseppe Pisauro, intervenendo di fronte alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

Dall'aumento dello spread registrato negli ultimi mesi deriva una maggiore spesa per interessi di 17 miliardi di euro tra il 2018 e il 2021, avverte Pisauro spiegando che il nuovo deficit programmatico della NADEF 2018, "incorpora una maggiore spesa per interessi rispetto alle previsioni tendenziali dovuto all'aumento dello spread con gli altri paesi della Ue registrato nei mesi recenti che, tra il 2018 e il 2021, raggiunge complessivamente i 17 miliardi (0,9 punti percentuali di PIL)".

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Ai fedeli italiani, infine, il Papa ha ricordato che "il mese di ottobre è dedicato alle missioni e alla preghiera del Santo Rosario".

GOVERNO RENZI - C'è un precedente di mancata validazione (e conseguente correzione) nel 2016 con il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. "L'errore che fanno sia Fmi che Bankitalia è mettere la stabilità finanziaria come presupposto dello sviluppo, io dico che devono andare almeno di pari passo".

La bocciatura del'Upb della nota di aggiornamento del Def è un vero e proprio atto di guerra che, però, non fermerà la manovra del popolo. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori. Alla riunione partecipano i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro dell'Economia Giovanni Tria e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti. "Senza se e senza ma". Appare scontato adesso che le opposizioni - basta un terzo dei componenti delle Commissioni - attivi il meccanismo del comply or explain, in sostanza chieda al Governo di tornare in Parlamento per adeguarsi alle indicazioni dei tecnici -ma in sostanza sarebbe costretto a riscrivere la Nota - oppure spieghi perché intende attenersi alle cifre del Documento. "Se Bankitalia vuole un governo che non tocca la Fornero - ha replicato - la prossima volta si presenti alle elezioni con questo programma".

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