Manovra, Di Maio: "Nessun litigio con Draghi. Stiamo bene in Europa"

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Non solo in Europa: negli Usa, ad esempio, il presidente Donald Trump ha lanciato un attacco alla Fed senza precedenti, definendo il presidente, peraltro da lui stesso scelto, "una minaccia" per la crescita e la banca centrale "impazzita" perché rialza i tassi. "Ho ricevuto già alcune risposte ma ovviamente su temi così importanti i tempi sono più lunghi e gli argomenti più delicati", ha aggiunto. Non a caso si guarda agli stress test della prossima settimana che, negli scenari ipotizzati per verificare la solidità degli istituti, simulano una crescita del differenziale.

Luigi Di Maio, comunque, ha ribadito che la manovra non cambierà.

"Draghi può dire quello che vuole e non sono nessuno per censurare quello che dice" ha aggiunto.

Nulla di più lontano dal "consenso di politica monetaria" - lo chiama così il presidente della Bce - creatosi su scala globale dopo i decenni dell'iperinflazione e rimasto ben solido fino alla crisi finanziaria.

Nel merito delle affermazioni di Di Maio è entrato anche l'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, che dal suo profilo Facebook attacca: "Draghi invita tutti al dialogo e ad abbassare i toni per calmare i mercati".

S&P conferma il rating Italia, ma taglia outlook da stabile a negativo
In parallelo Fitch ha confermato il rating AA sull Regno Unito , cambiando la prospettiva in negativo . Standard & Poor's " non si aspetta più " che il debito italiano rispetto al pil continui a calare.

Se le decisioni del governo italiano dovessero portare ad uno scontro e soprattutto ad un ulteriore perdita di fiducia da parte degli investitori non ci sarebbe molto da fare per la BCE.

Per i governatori la prima preoccupazione è legata alle banche italiane. E che fa l'ineffabile Gigino? E ancora: "Non è che ci mettiamo a fare le cose per fargli cambiare idea e andare sotto palazzo Chigi - ha continuato il presidente di Confindustria in merito ai malumori degli imprenditori del Triveneto rispetto alla manovra -". Anche senza una recessione economica come quella vista negli anni scorsi che ha fatto schizzare i crediti deteriorati, lo spread potrebbe causare quindi una crisi bancaria di tipo sistemico.

"Nessun declassamento da Standard and Poor's".

Ma ricostruiamo per ordine le 24 ore che hanno guastato i rapporti tra Palazzo Chigi e l'Eurotower. "Oltre al rifinanziamento degli 86 miliardi di bond in scadenza nel prossimo triennio, si aggiungerà l'obbligo di sostituire i 250 miliardi di prestiti Bce a tasso zero o negativo e l'emissione delle obbligazioni Mrel, previste a livello europeo dalla direttiva che disciplina il bail-in".

"Il monitoraggio straordinario di Bce e Bankitalia serve probabilmente a verificare se e quanto sia in atto una fuga dai conti correnti dagli istituti in difficoltà".

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