Manovra, Salvini e Di Maio: 'Mattarella non deve preoccuparsi'

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"E se a Bruxelles mi dicono che non lo posso fare me ne frego e lo faccio lo stesso" ha messo in chiaro Salvini. Ma se il capo dello Stato si appresta a bocciare Def e legge di Bilancio in nome della Costituzione e (e non ha ancora citato il famigerato articolo 81 sul pareggio di bilancio), il vicepremier Matteo Salvini puntualizza subito che il Colle ha altre opzioni, oltre alla linea dura. "Questo per tutelare i risparmi dei nostri concittadini, le risorse per le famiglie e per le imprese, per difendere le pensioni, per rendere possibili interventi sociali concreti ed efficaci".

Come racconta Ilario Lombardo nel suo approfondimento su La Stampa, il vento che soffia da parte del Movimento 5 Stelle sembra avere quasi la stessa forza e temperatura di quello che imperversava contro il Quirinale dopo la decisione di Sergio Mattarella di mettere il proprio veto sulla scelta di Paolo Savona al Ministero dell'Economia durante il primo tentativo di costituire una maggioranza gialloverde alla guida del governo.

Tria: 'Debito giù di un punto all'anno'
Tria ha spiegato che il calo del debito di un punto l'anno "non è forte ma è maggiore di quello realizzato negli ultimi anni". Da segnalare l'intervista al ministro degli Affari Europei Paolo Savona dal Fatto Quotidiano .

"Avere conti pubblici solidi e in ordine è una condizione indispensabile di sicurezza sociale, soprattutto per i giovani e per il loro futuro" continua Mattarella. Non mi pare". "Stia tranquillo il presidente, dopo anni di manovre economiche imposte dall'Europa che hanno fatto esplodere il debito pubblico (giunto ai suoi massimi storici) finalmente - ha aggiunto Salvini - si cambia rotta e si scommette sul futuro e sulla crescita. Con equilibrio, con orgoglio e con coraggio. "Prima gli italiani, si passa dalle parole ai fatti!" commenta il ministro degli interni. Nessuno, a Bruxelles, mi può dire che non è tempo di farlo. Chissà se le imprese credono anche nel piano B, nel trasformare l'Italia in una democrazia illiberale, nello spread fuori controllo etc. Mai un Presidente aveva fatto un endorsement così a un partito politico. In questo sondaggio però, ha deciso di non esprimere la propria opinione il 34,9% degli intervistati, una percentuale che continua ad alzarsi con il passare dei giorni e si allunga di 7,8 punti rispetto alle elezioni del 4 marzo, dove la quantità degli astenuti si era fermata al 27,1%. "Per una volta che il deficit lo si fa per dare ai più deboli, sono tutti pronti a criticare" dichiara il leader pentastellato.

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