Medicina, i pionieri dell'immunoterapia contro il cancro vincono il Nobel

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Il premio Nobel per la Medicina è andato all'immunologo Usa James P. Allison e al giapponese Tasuku Honjo, per le ricerche sul freno naturale che riesce a bloccare l'avanzata dei tumori, sulle quali si basa l'immunoterapia.

Ad annunciare l'attribuzione del Nobel, stamattina, come ogni anno, il Karolinska Institutet di Stoccolma, Svezia, in diretta sul web e sui social network. I due condivideranno i nove milioni di corone svedesi del premio Nobel, pari a circa 870mila euro. L'assegnazione del riconoscimento è dovuta alle "loro scoperte sulla terapia del cancro per mezzo della regolazione del sistema immunitario".

James P. Allison, 70 anni, è immunologo americano e dal 2004 ha condotto le sue ricerche nel Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York.

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In particolare, Tasuku Honjo ha scoperto una proteina presente sulle cellule immunitarie, rivelando la sua funzione, appunto, di 'freno' del sistema di difesa dell'organismo, quando intraprende un diverso meccanismo di azione. Entrambe le scoperte si sono tradotte nel tempo in nuovi approcci per la terapia contro i tumori che si stanno dimostrando molto promettenti.

Anche l'altro scienziato insignito del maggiore riconoscimento nel settore della Medicina, James P. Allison, ha studiato la proteina che funziona da freno del sistema immunitario, e si è reso conto del potenziale terapeutico di un sistema che possa liberare tale freno, scatenando le nostre cellule immunitarie per attaccare i tumori. Ora ci sono diverse sperimentazioni in corso sull'utilizzo di anticorpi contro CTLA-4 in pazienti affetti da altre forme tumorali. Gli inibitori del checkpoint, un tipo di farmaco che rilascia i "freni" delle cellule immunitarie che attaccano i tumori, hanno avuto un grande successo nel mercato.

Ad oggi sono disponibili all'incirca 5 anticorpi anti-PD-1 o anti-PDL1 approvati dalla Fda, l'agenzia americana che regola i farmaci, per oltre una decina indicazioni in trattamenti oncologici.

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