È morta Sara Anzanello, ex pallavolista della Nazionale: aveva 38 anni

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Tanti i messaggi di cordoglio dopo la prematura scomparsa di Sara Anzanello. Una battaglia che lei non ha vinto ma che non ha avuto paura di affrontare. Negli ambienti sportivi cittadini, stamattina, non si parlava d'altro. "Sara rimanga d'esempio per i giovani nello sport e nella vita". Sara è stata non solo giocatrice di indubbio talento, ma anche simpatica ed energica fuori dal campo.

Una donna che ha continuato a fare progetti e a vivere secondo i propri canoni.

Anche a livello di club sono arrivate grandi soddisfazioni, già con l'AGIL Trecate e l'Asystel Volley, formazione in cui ha militato per dieci anni conquistando due Coppe Italia, due Coppe CEV ed una Top Teams Cup, sfiorando per diverse volte la vittoria dello scudetto. La vogliamo ricordare così in questo momento di grande dolore. Ci siamo conosciuti al vecchio casello di Galliate tanti anni fa e ci saluteremo martedì prossimo. Giovedì stesso scriveva così, su Facebook: "Ora inizierò i cicli di chemioterapia, ho paura perché voglio vivere".

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Ci tengo a dire che il Toro avrebbe meritato di vincere, abbiamo giocato benissimo contro un avversario molto forte". Anche un episodio di un fallo su Belotti andava rivisto al VAR, così come quello di Bologna ma non è stato fatto.

Non si sa mai quali e quante sfide la vita ti pone davanti, difficilmente si è abbastanza pronti. Poi so benissimo che certe cose non le posso più fare: "ma non mi sento davvero gli anni che ho". "Semplicemente vivere, passeggiare, stare all'aria aperta, un bel bagno in una mare limpido, la sabbia sotto i piedi" - aveva scritto in uno degli ultimi post social.

Ma il suo lungo sfogo non finisce qui: "Molti conoscono la mia storia, dopo il difficile trapianto di fegato nel 2013 ho lottato per riprendere in mano la mia vita; quest'anno, l'aggravarsi della mia situazione mi ha riportato qui al Niguarda per entrare nuovamente in lista". Ho la fortuna di avere una famiglia, un fidanzato e amici speciali che mi sono accanto e mi fanno ridere e passare minuti spensierati, minuti in cui la malattia non c'è più. Ha sofferto con loro, ha gioito con loro della medaglia d'argento vinta, una forza in più in campo che ha trascinato le azzurre fino alla fine.

Perché condividere: per essere di supporto a chi come me deve superare delle difficoltà, per far capire che la vita è... Sono qui per lottare: mai mollare, crederci sempre come ho fatto in tutta la mia vita.

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