Moscovici a testa bassa conro l'Italia: c'è un governo xenofobo

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"Il partito socialista non ha misurato la sfida esistenziale a cui deve far fronte l'Europa".

Tuttavia cio' che preoccupa sono le 'fratture multiple' nella Ue tra i governi sulle questioni economiche, sociali e politiche: tra Nord e' Sud sul patto di stabilita' e l'euro, tra Est e Ovest sullo Stato di diritto, sui migranti. Matteo Salvini e Luigi Di Maio - sostiene - sono figli delle diseguaglianze e delle divergenze, il che non giustifica i loro eccessi. Moscovici invoca poi la costruzione di "un blocco solido di forze di sinistra pro-europee e progressiste in Europa". "Populisti per gli uni, nazionalisti per gli altri, tutti questi leader di estrema destra sono per me i nemici delle democrazie aperte e liberali che abbiamo costruito dal 1945 per garantire la pace" aggiunge.

Per questi politici "Bruxelles e l'Europa - ha però ribadito Moscovici - sarebbero la causa di tutti i nostri mali ed è il momento per il popolo, il vero popolo come potrebbero dire loro, di riprendersi il potere dalle mani dei tecnocrati. Non è il momento di indietreggiare o tergiversare". "Ad un'Europa populista - ha proseguito il Commissario Ue - bisogna opporre un'Europa popolare, con più trasparenza democratica, in particolare, all'Eurogruppo: decidere del destino della Grecia a porte chiuse, lo dico, è uno scandalo democratico".

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Sono contento di quello che i ragazzi stanno mettendo in campo, soprattutto la voglia e il desiderio di giocare insieme. A volte puoi anche sbagliare, ma la voglia di mettersi sempre in discussione fa parte del nostro lavoro.

In Europa ha sottolineato il commissario, "abbiamo delle regole abbastanza precise, che non sono stupide e che dicono che il deficit nominale deve essere contenuto sotto il 3% e che il deficit strutturale deve migliorare". Dello stesso parere è anche Moscovici, anche se non entra nel merito dei mezzi che vuole adottare il governo italiano per raggiungere l'obbiettivo. L'accusa di xenofobia "non la commento neppure e la respingo al mittente" ha detto il presidente del Consiglio.

Stamane il ministro dell'Economia Giovanni Tria ha reso noto che ci sarà una revisione al ribasso dei target di deficit/Pil a partire da quello del 2020, dopo che la settimana scorsa era stato annunciato un obiettivo del 2,4% per ciascuno dei prossimi tre anni.

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