Nessun vertice straordinario su Brexit

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Il capo negoziatore della Ue, Michel Barnier, arrivando al Consiglio dei leader europei, ha dichiarato: "Aggiornerò i leader sui negoziati sulla Brexit".

Theresa May ha in programma tre faccia a faccia separati - con il primo ministro dell'Irlanda, Leo Varadkar, con il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker e con il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk.

Figc, Gravina: "Marotta? Valuteremo settimana prossima"
Sul possibile inserimento in Figc di Beppe Marotta , Gravina aggiunge: "Non ci siamo più sentiti, è rimasta quell'idea di riflessione iniziale: valuteremo settimana prossima".

Lo scenario che l'Ue vuole evitare è il non accordo, ma secondo una ulteriore fonte europea non dichiarata esistono dei rischi di fumata nera. Così la premier britannica Theresa May entrando al vertice dei leader Ue, a Bruxelles. "Abbiamo lavorato molto - ha detto il politico francese -nelle scorse settimane e negli ultimi giorni per trovare un'intesa complessiva", ma "dobbiamo prenderci questo tempo con calma, con serietà, per trovare questo accordo globale nelle prossime settimane". Sullo status dei negoziati della Brexit e sulle eventuali conseguenze per gli italiani lì residenti, Jill Morris ha spiegato - come riportato da Billi sul suo sito ufficiale - che "il Regno Unito ha dovuto creare una nuova 'categoria', la Settled Status, per gestire i cittadini che arriveranno dall'Ue" mentrei "per chi c'era da prima della Brexit, basterà scambiare l'attuale Permanent Status con il Seattle Status, anche in modo informatico e senza costi, con richiesta valida fino al giugno 2021". Penso che vi sia accordo su questi due primi due punti chiave - sostiene il Presidente del parlamento europeo, Antonio Tajani - Il terzo punto è il backstop alla frontiera irlandese. "Queste trattative sono state sempre difficili e lo saranno sempre di più man mano che arriveremo alle fasi conclusive dei negoziati nel 2020". Il punto, ha indicato, è "che non c'è ancora da parte britannica una posizione chiara su cosa vogliono, ci dicano cosa vogliono, tuttora non lo sanno nemmeno loro". Quello che è certo è che il giorno dopo il no deal, quattro sarebbero i Paesi più esposti per posizione geografica e relazioni commerciali: Repubblica di Irlanda, Francia, Olanda e Belgio.

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