No Tap bruciano tessere elettorali - Puglia

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Il blocco dell'opera era stato uno dei cavalli di battaglia dei 5 Stelle e tra le fila pentastellate i maldipancia si sono infine trasformati in una nota. Il risultato è quello noto che ha scatenato la protesta: "Il complesso delle verifiche effettuate non ci offre alcuna possibilità di impedire la realizzazione del progetto Tap: allo stato, non sono emerse illegittimità o irregolarità dell'iter procedurale". La Tap si farà, fine delle discussioni. Al momento non si prevede alcuna sollevazione di popolo, ma serpeggiano in rete i malumori, con video che ritraggono iscritti pugliesi che stracciano la tessera.

Circa 300 persone si sono radunate questa mattina a Melendugno, in provincia di Lecce, per una manifestazione di protesta contro il clamoroso dietrofront grillino sul construendo gasdotto Tap (Trans Adriatic Pipeline) pensato per trasportare gas tra l'Azerbaijan e l'Europa. Gli attivisti diffondo anche fotografie di tessere elettorali ridotte in brandelli e lanciate per aria come se fossero coriandoli. Il messaggio da recapitare alle forze di governo è semplice: "Non avrete più il nostro voto!"

A dominare tra i manifestanti un sentimento di profonda delusione nei confronti del Movimento Cinque Stelle che proprio sulla capacità di bloccare l'opera, sulla propria "onestà", trasparenza e sul proprio essere diversi rispetto alla politica vecchio stampo, ha condotto e vinto la campagna elettorale facendo man bassa di consensi negli uninominali. Lo dice Gianluca Maggiore, leader del movimento No Tap, dopo l'annuncio del premier Conte sul via libera al gasdotto Tap in Salento. E sarebbe il caso che questa documentazione non resti nel chiuso delle stanze delle riunioni private di palazzo Chigi. "Altrimenti dignitose dimissioni", conclude il Portavoce degli attivisti.

Tap, Di Maio:

"Le maniere da teppistello con le quali il sindaco di Melendugno mi intima di non tornare lì non mi fanno paura perché non ho niente da temere". Questo e' un governo di continuita' con quanto fatto da chi lo ha preceduto. E sono voluto andare allo Sviluppo economico anche per questo. "Ci hanno tradito e abbandonato". "Non so cosa accadra' domani ma e' certo che non smetteremo mai di manifestare la nostra contrarieta' al gasdotto", promette Poti'.

"Una perdita di tempo, una presa in giro per calmare gli animi". Così, in una lettera aperta il presidente del consiglio.

Il vicepremier Di Maio ha sottolineato: "Abbiamo fatto un'istruttoria per due mesi e ci sono fino a 20 miliardi di euro di penali da pagare, cioè più del reddito di cittadinanza e di quota cento insieme". Sul gasdotto Tap non si può tornare indietro, la linea del Governo.

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