Nobel chimica 2018 assegnato a Arnold, Smith, Winter

Share

"Ci sono tante donne brillanti nella chimica".

Il Nobel per la Chimica 2018 è stato assegnato per metà a Frances H. Arnold e per l'altra metà a George P. Smith e Sir Gregory P. Winter. La chimica della vita è presente nei nostri geni, che vengono trasmessi tra le generazioni.

Le ricerche di Arnold sono cominciate alla fine degli anni '70, quando era impegnata negli studi sulle allora nuove tecnologie per l'energia solare e, lungo questa strada, decise di concentrare l'attenzione sugli enzimi, ossia sugli strumenti che l'evoluzione utilizza naturalmente per guidare e modificare la vita sulla Terra. Sono arrivate un po' più tardi di alcuni uomini, ma sono sorprendenti.

I tre ricercatori hanno applicato questi principi dell'evoluzione in laboratorio e col Nobel arriva anche una vittoria per l'ingegneria genetica.

Vodafone, cellulari off line questa mattina a Biella e in Piemonte
Sono numerose infatti le segnalazioni relative a disservizi che stanno rendendo difficile l'uso dello smartphone a molti utenti. La zona maggiormente colpita dal down è il Nord Italia, in particolare Piemonte , Liguria e Valle d'Aosta .

Arnold ha condotto la prima evoluzione diretta degli enzimi, utilizzati per fabbricare dai biocarburanti ai prodotti farmaceutici, e diventa così la quinta donna della storia ad aggiudicarsi il premio.

Gli altri due scienziati ad aver vinto il premio Nobel per la Chimica 2018 sono due uomini. George Smith ha 77 anni e lavora dal 1975 all'Università di Missouri-Columbia. Smith ha sviluppato la 'visualizzazione dei fagi', un metodo che puo' essere usato per la produzione di proteine, e Winter lo ha sviluppato per produrre nuovi anticorpi da utilizzare in diverse terapie. Ha creato in sostanza una sorta di fabbrica di proteine. Gregory Paul Winter ha 67 anni, biochimico inglese del Trinity College di Cambridge, che ha utilizzato il sistema immaginato da Smith per perfezionarlo, in particolare controllando l'evoluzione degli anticorpi, per cercare di fargli svolgere specifiche azioni.

Il primo basato su questo metodo, noto come adalimumab, è un anticorpo monoclonale approvato nel 2002 e oggi usato per l'artrite reumatoide, la psoriasi e le malattie infiammatorie intestinali.

Share