Papa Francesco ai giovani: Mentalità ostile all'accoglienza "si vince con un abbraccio"

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C'è infatti "chi spinge i giovani a emigrare, in modo che a livello locale non ci siano più generazioni per nuove classi dirigenti, e si favorisca così un nuovo colonialismo", ha evidenziato il porporato. "Unici, solidali, creativi", evento speciale nell'ambito del Sinodo sui giovani.

La Chiesa, non esce verso le nuove generazioni ha detto Papa Francesco, ma esce con le nuove generazioni. Dopo aver ricevuto in consegna dai 100 giovani, in rappresentanza dei cinque continenti, le domande da consegnare ai padri sinodali il Papa, salutandoli, ha firmato il gesso di uno di loro. "La maggior parte delle vittime degli abusi sono giovani", ha sottolineato Scicluna: "È la ferita più tragica che possa essere inflitta da persone che non dovrebbero provocarla". "A molti giovani, in Africa, si infonde l'illusione che andando in Europa miglioreranno le loro condizioni di vita, che guadagneranno e manderanno i soldi alle famiglie, magari si "regala" loro anche il biglietto, ma poi, una volta nei Paesi di approdo, sono costretti a lavorare proprio per ripagare quel biglietto".

Lo ha affermato Papa Francesco nel corso dell'incontro con cinque mila giovani radunati nall'Aula Nervi per dare il loro contributo al Sinodo che si svolge in Vaticano. Il primo "orientamento" dato dal Papa ai giovani è stato "fate la vostra strada". Siate giovani in cammino; in cammino, che guardano orizzonti, non lo specchio. E poi, voi lo avete detto bene: trovare se stesso. "Se sei cristiano, anche se sei un prete, anche un prete che balla, segui la strada delle Beatitudini e non la strada del clericalismo". La missione della Chiesa è invece specifica "e non è quella degli Stati", ha ribadito il cardinale, "è importante che i giovani che vivono nel disagio abbiano la libertà di scegliere - rimanere o emigrare - ma soprattutto libertà di sviluppare l'ingegno di un popolo e non lo sfruttamento indiretto". "Se i media, se l'uso del web ti porta fuori dalla concretezza, ti rende "liquido", taglialo".

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"Oggi - ha detto ancora - sono un po' alla moda i populisti che non hanno niente a che vedere con il popolare che è come si esprime il popolo, che si esprime nella cultura, nella festa, anche nella festa".

A chi gli chiedeva "come vincere la mentalità sempre più diffusa che vede nello straniero, nel migrante il male, il nemico da cacciare", Francesco ha risposto: "Questa è la mentalità che c'è di fare schiavi della gente, non solo chiudere le porte, chiudere le mani". "Per favore, non lasciatevi comprare, non lasciatevi sedurre, non lasciatevi schiavizzare dalle colonizzazioni ideologiche che ci mettono idee nella testa e per finire schiavo, dipendente, fallito nella vita". Questo è popolare. Ma il populismo è il contrario: è la chiusura di questo su un modello. "E quando siamo chiusi non si può andare avanti". Si vince con l'abbraccio, con l'accoglienza, col dialogo con l'amore: "è la parola che apre tutte le porte". Ad una domanda sul motivo per cui l'espressione "Lgbt" compaia nell'Instrumentum laboris, Ruffini ha risposto che "nelle Congregazioni generali non se ne è parlato, se non in un intervento sul perché sia stato inserito questo tema".

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