Pensioni QUOTA 100 BOERI CAOS. SALVINI-M5S DURE REPLICA

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"E' un'operazione che fa aumentare la spesa pensionistica mentre riduce in modo consistente i contributi previdenziali anche nel caso ci fosse davvero, come auspicato dal governo, una sostituzione uno a uno tra chi esce e chi entra nel mercato del lavoro", ha aggiunto il presidente dell'istituto previdenziale.

Tanto basta a scatenare la replica velenosa di Matteo Salvini, che bolla come "politica" l'analisi di Boeri e lo invita apertamente a candidarsi alle prossime consultazioni elettorali: "Da italiano invito il dottor Boeri, che anche oggi difende la sua amata legge Fornero, a dimettersi dalla presidenza dell'Inps e a presentarsi alle prossime elezioni chiedendo il voto per mandare la gente in pensione a 80 anni. Più alcuni professoroni mi chiedono di non toccare la legge Fornero, più mi convinco che il diritto alla pensione per centinaia di migliaia di italiani (che significa diritto al lavoro per centinaia di migliaia di giovani) sia uno dei meriti più grandi di questo governo".

Il ripristino della cosiddetta quota 100 rischia di portare ad un aumento del debito pensionistico di 100 miliardi di euro e di penalizzare soipratutto giovani e donne. Il "campanello d'allarme", come lo ha definito lui stesso, arriva dal presidente dell'Inps, Tito Boeri, in una audizione alla Commissione Lavoro della Camera. Tra il pensionamento dei "baby boomers" e il contestuale incoraggiamento del governo a pensionare più di 400 mila persone, il numero dei contribuenti tenderà per forza ad assottigliarsi.

"Il presidente dell'Inps - aggiungono ancora i pentastellati - è ritornato anche sul fumoso concetto di debito implicito, sostenendo che l'introduzione di quota 100 avrebbe effetti su tale parametro per 100 miliardi di euro". Le misure sulla quota 100 e sul blocco dell'indicizzazione alla speranza di vita per le pensioni anticipate (i contributi resteranno a 42 anni e 10 mesi anche nel 2019) avvantaggeranno secondo Boeri "soprattutto gli uomini, con redditi medio alti e i lavoratori del settore pubblico" mentre saranno "penalizzate invece le donne tradite da requisiti contributivi elevati e dall'aver dovuto subire sin qui, con l'opzione donna, riduzioni molto consistenti dei trattamenti pensionistici, quando ora per lo più gli uomini potranno andare in pensione prima senza alcuna penalizzazione". "Pesanti sacrifici - ha aggiunto Boeri - imposti anche ai giovani su cui pesa in prospettiva anche il forte aumento del debito pebnsionistico".

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Il numero uno dell'Inps ha quindi parlato del risparmio che potrebbe arrivare dal disegno di legge sulle pensioni d'oro, considerato irrisorio: "sarebbe inferiore a 150 milioni e riguarderebbe una platea di circa 30.000 persone".

Una misura, quella di quota 100, che insieme al reddito di cittadinanza dovrebbe partire in primavera, "dopo il primo trimestre". "Si tratta nel 40% dei casi di dipendenti pubblici che, in un caso su 5, hanno trattamenti superiori ai 35.000 euro all'anno (in più di un caso su 10, superiore ai 40.000 euro)".

"Se lo spirito che anima le proposte qui presentate - conclude - è quello di correggere per quanto possibile le iniquità più stridenti ereditate da chi in passato ha costruito il consenso concedendo privilegi a categorie di elettori, questo stesso principio deve essere applicato anche in avanti, pensando alle generazioni future. Quota 100 verrà introdotta".

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