Renzi chiude la nona Leopolda: "Non lasciamo l'Italia in mano ai cialtroni"

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Quello che però stupisce, ascoltando le opinioni di militanti, simpatizzanti ed esponenti del Pd, è che sembra non essere minimamente preso in considerazione un piccolo e insignificante dettaglio: Matteo Renzi avrà sicuramente oltre un milione di sostenitori all'interno di quella che potrebbe essere chiamata l'area di centro-sinistra, ma fuori dalla Leopolda e fuori dai circuiti del Pd è assolutamente inviso alla popolazione.

Per quale assurdo motivo tutta questa gente, dovrebbe restare in un PD a guida Zingaretti, ce ne rendiamo conto della follia sucida???!

Non sono mancati i tavoli sulla formazione, che noi vogliamo si affermi come un percorso che dura tutta la vita trovando nella scuola e nell'università luoghi di partenza fondamentali. Vero, ma a mio avviso è solamente silente in attesa di una casa politica nuova. "Non c'è stata una manina ma una manona". "Sono i comitati che vogliono dire che non ci arrendiamo a un futuro basato sulla mediocrità, sull'ignoranza". Di fronte a noi c'è un autostrada da percorrere, ma Renzi la smetta di percorrere un sentiero stretto, impervio e a fondo chiuso. Nessuno pretende geni, ma non vedere certe cose, è da sciocchi senza ambizioni e coraggio. Qualche 'professorè ritiene che Anas e Ferrovie facciano lavori diversi e debbano stare separate, mentre hanno più di 10 mila chilometri che gestiscono in affiancamento. Una kermesse sempre più renziana, tanto che in molti ipotizzano che i comitati civici lanciati da Matteo Renzi siano il preludio ad una sorta di partito personale, che superi il Pd. L'occasione è stata propizia per fare l'affondo durissimo nei confronti di quei dirigenti di partito " rincorosi e beneficiati" che dopo la sconfitta del 4 marzo hanno cambiato aria. Chi è al Governo con il cosiddetto Decreto Dignità licenzia per decreto e determina il moltiplicarsi delle finte partite Iva. La prima mossa è quindi l'annuncio della nascita di comitati civici in tutto il territorio italiano. "L'emergenza di questo Paese si chiama lavoro e il lavoro si crea se investi, se crei fiducia". Perché se si appartiene a una comunità bisogna rispettarsi. Il loro logo era entrato nella testa della gente senza nemmeno sapere cosa fosse.

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Ho detto solo ai miei ragazzi di continuare così perché anche il primo tempo mi aveva soddisfatto molto. Il tecnico ha poi concluso dicendo di non aver alzato la voce in spogliatoio: "Non serve".

"Questi signori che stanno al governo - ha attaccato la Bellanova - non sono soltanto una manica di incapaci, ma di pericolosi distruttori di futuro perché ai problemi complessi non si possono dare risposte semplicistiche". Questa sera sono esultante. Sul palco si alternano gli interventi da cinque minuti, tra cui c'è anche quello di un operaio della Bekaert di Figline Valdarno.

Smentisce di sentirsi con Matteo Salvini e fa appello a lui e a Luigi Di Maio: "Si fermino prima di far sbattere l'Italia".

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