S&P conferma rating Italia a BBB ma taglia outlook a negativo

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S&P conferma il rating dell'Italia a BBB ma taglia l'outlook.

"A nostro avviso, il piano economico del governo rischia di indebolire la performance di crescita dell'Italia". Quest'ultimo giudizio conferisce all'agenzia il potere di abbassare il rating nei prossimi due anni. "In Italia non saltano né banche né imprese", ha commentato il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini.

"La politica economica e fiscale del governo ha eroso la fiducia degli investitori, come riflesso da un aumento del rendimento sul debito pubblico - silegge ancora nella nota della S&P -". L'aumento dei rendimenti sui Titoli di stato italiani, inoltre, ha effetti negativi sull'accesso delle banche ai finanziamenti sul mercato dei capitali. Se la previsione di crescita del governo era dell'1,5% per il 2019, l'agenzia di rating la fissa all'1,1% sia per il 2018 e sia per il 2019. L'agenzia di rating rivede però l'outlook al ribasso, da stabile a negativo.

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Ci tengo a dire che il Toro avrebbe meritato di vincere, abbiamo giocato benissimo contro un avversario molto forte". Anche un episodio di un fallo su Belotti andava rivisto al VAR, così come quello di Bologna ma non è stato fatto.

Precedentemente, Fitch aveva già rivisto in peggio l'outlook sull'Italia, poi nelle scorse settimane ha deciso di rinviare l'aggiornamento delle sue valutazioni al primo trimestre 2019: in pratica vuole vedere come uscirà la manovra dal passaggio parlamentare. Le cause sono da ascrivere ovviamente anche al deficit eccessivo, che si attesterà al 2,7% (invece che al 2,4).

Non solo. S&P avverte che l'intervento sulla riforma Fornero e l'introduzione del reddito di cittadinanza possono mettere a rischio la stabilità dei conti. In tal caso per l'azionario italiano si guarderà maggiormente all'andamento di Wall Street che registra, dallo scorso 10 ottobre, picchi di volatilità che non si rilevavano da parecchio tempo. "Noi non soltanto ci stiamo bene, ma tra alcuni mesi si vota per le europee e quindi l'Europa diventa di nuovo quella dei cittadini". Chissà se fiutando una pagella meno brutta del temuto, a Piazza Affari sul finale l'indice Ftse-mib ha consistentemente ridotto i ribassi, siglando gli scambi al meno 0,70 per cento dopp cali che avevano toccato il 2 per cento.

Se non altro il declassamento almeno è stato evitato anche se adesso resta da capire la reazione dei mercati, lunedì.

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