Sulla mia pelle, gli ultimi giorni di Cucchi

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Si nota la capacità di questo signore, magari non troppo noto al cinema di successo, di muovere la macchina da presa, di saper raccontare una storia per quella che è. Ha preso parte anche a Fortunata di Sergio Castellitto, The Place di Paolo Genovese e Napoli velata di Ferzan Ozpetek.

Questa sera alle 20.30 Borghi sarà ospite al Cinepalace di Riccione con Sulla mia pelle, una delle sue prove più difficili, per la quale ha dovuto perdere chili, leggere tutte le carte processuali e parlare a lungo con la famiglia di Stefano.

L'attore romano, lanciato dal film postumo di Claudio Caligari "Non essere cattivo", ha raccontato che inizialmente era molto spaventato dall'idea che il film potesse essere in qualche modo strumentalizzato.

Spread in rialzo, Borsa giù
Tornando a Piazza Affari, in un listino quasi tutto in rosso resistono Italgas, Snam e Terna appena sopra la parita'. La Borsa di Tokyo, ha chiuso in passivo, - 3,89% a quota 22.590,86, perdendo oltre 900 punti.

"Cremonini venne a trovarci a casa mia e di Fabio Anselmo, l'avvocato che segue il nostro caso da sempre e che oltre al nostro segue quelli di altre "vittime dello Stato". Quanto ha contato e pesato questo aspetto? Un film che non è altro che la nuda e cruda storia di Stefano, senza orpelli né infingimenti. Il primo post è dedicato alla vicenda di Stefano Cucchi, in coincidenza con l'uscita del film "Sulla mia pelle". Chi e perché abbiano picchiato Stefano, beccato con la "roba" in tasca, la Giustizia non è stata ancora in grado di stabilirlo. Questa è una storia che tocca ognuno di noi, perchè ci entra nel cuore e ci fa vivere le stesse sensazioni che visse Stefano in quegli interminabili 7 giorni di agonia. Nessuno deve più aprire o sollevare sospetti, ci aspettiamo da anni scuse che ancora non arrivano. La macchina si avvicina con discrezione e vergogna alla sua fine, lo strazio è tutto psicologico, la commozione nei pianti della famiglia (encomiabili gli interpreti), l'indignazione e la rabbia è data finanche dagli ostacoli burocratici in vita e in morte. Perché quello che ho visto svolgersi anni addietro è stato un processo al morto. Chi preoccupato scopre che il medico ha firmato una carta su cui sta scritto che sta bene, smette di essere preoccupato; chi esegue gli ordini di un suo superiore non si cura della sua salute, in fondo anche se dovesse morire sarebbe il mandante degli ordini a passare dei brutti quarti d'ora.

"Non posso dire benissimo perché si tratta sempre della morte di mio fratello, però adesso siamo sulla strada giusta".

"Le quattro diverse ipotesi avanzate da parte dei periti d'ufficio (morte per sindrome da inanizione), dai consulenti del pubblico ministero (morte per insufficienza cardio-circolatoria acuta per brachicardia), delle parti civili (morte per esiti di vescica neurologica) e degli imputati (morte cardiaca improvvisa), tutti esperti di chiara fama non hanno fornito una spiegazione esaustiva e convincente del decesso di Stefano". "La coscienza non dimentica" e non dovrebbe mai dimenticare, ma il problema è che troppo spesso non la sappiamo ascoltare. "Il compito della musica, della letteratura, del teatro e del cinema è proprio questo, ovvero quello di farci cambiare, ascoltandoci prima che sia troppo tardi".

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