Tap: Calenda, non esistono penali

Share

"Un ministro della Repubblica -aggiunge riferendosi al vicepremier Luigi Di Maio - ha dichiarato che in alcune carte segrete che ha potuto consultare solo ora ci sono penali per 20 miliardi".

La questione Tap scuote il fine settimana politico. Una linea duramente criticata non solo dall'opposizione (il predecessore di Di Maio al MISE, Carlo Calenda, ha spiegato in un video le lacune della ricostruzione del vicepresidente del Consiglio), ma anche dai comitati NO TAP e da alcuni parlamentari del M5s. È per questa ragione, ha spiegato Di Maio, che il governo ha deciso di non ostacolare l'opera, nonostante durante la campagna elettorale il Movimento 5 Stelle avesse promesso di fermarla.

Consiglio di Stato: la B resta a 19 squadre
Intanto dovranno essere recuperate tutte le partite e ci vorranno diversi mesi prima che la normalità venga ristabilita. L'ennesimo ribaltone di una storia infinita riporta la Serie B a 19 squadre , facendo segnare un gol a Mauro Balata .

"Forse, Calenda ed Emiliano dimenticano che per l'Italia, ora, ci sono solo doveri e obblighi da rispettare e non c'è nessuna possibilità di recedere", prosegue il sottosegretario in una nota, "si tratta di un accordo tombale e il Paese non puo' fare altro che subire le decisioni prese per colpa del Pd in Parlamento". E sono voluto andare allo Sviluppo economico anche per questo per studiarmi bene le carte. "Non esiste una penale perché non c'è un contratto (fra lo Stato e l'azienda Tap ndr) ma, in caso, una eventuale richiesta di risarcimento danni" da parte dell'impresa "visto che sono stati fatti investimenti a fronte di un' autorizzazione legale". Oggi i manifestanti sono sotto la sede della delegazione della Capitaneria di porto di San Foca, la marina di Melendugno in cui approderà il gasdotto, con un manifesto composto dalle fotografie dei pentastellati che si erano impegnati in prima persona sull'argomento gasdotto, a partire da quella del ministro per il Sud, Barbara Lezzi. "Avete tradito il contratto di governo sottoscritto con i vostri elettori - si legge sul manifesto - che prevede la partecipazione dei cittadini nelle decisioni che li riguardano e un'analisi costi/benefici sulle grandi opere". Calenda ha detto invece che dovrebbe essere Di Maio a dimettersi, in quanto ha giustificato "la sua promessa non mantenuta inventandosi una carta e delle penali". "Non ci hanno mai detto che c'erano penali da pagare". C'è un'autorizzazione giudicata dallo stesso governo pienamente valida. La rivolta è in particolare del popolo grillino, del movimento "no tap", e di alcuni esponenti stessi del Movimento 5 Stelle, che negli ultimi anni si sono sempre battuti contro la costituzione della suddetta opera. "A questi 3,5 andrebbero aggiunti 11 miliardi di euro di danni dovuti alle mancate consegne di gas già prestabilite, e 7 miliardi di utili non ottenuti da Tap e dai produttori di gas azeri". Tutti e due i partiti sono sicuri che alle prossime elezioni gli elettori se ne ricorderanno. "Nessuna carta segreta e nessuna penale". Per il vicepremier il gasdotto va fatto: "Per quello che mi riguarda sì".

Share