Tria: 'Debito giù di un punto all'anno'

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"Abbiamo avuto - ha detto - un atteggiamento serio e responsabile, non stiamo facendo una manovra per le promesse elettorali, c'è stata una interlocuzione seria, un dialogo franco, serrato e aperto, perché abbiamo a cuore il destino del Paese e dei cittadini, è una manovra per i cittadini".

Dov'è la verità? L'unico dato certo è che il ministro dell'Economia ha accettato di mettere la sua firma sotto un Documento di economia e finanza che si tradurrà in circa 13 miliardi di spesa in più del previsto, dopo aver assicurato per settimane di non voler sforare i conti contrattati con l'Europa.

A lungo Luigi Di Maio, Matteo Salvini e Giuseppe Conte hanno continuato a commentare in pubblico quelli che dalle loro parole sembrano i risultati già raggiunti con la Manovra ancora da scrivere (crescita, vittoria sulla povertà, rilancio degli investimenti), ma dal titolare del Tesoro - ed è una novità assoluta - non è arrivata nemmeno una parola.

Tria ha spiegato che il calo del debito di un punto l'anno "non è forte ma è maggiore di quello realizzato negli ultimi anni". Se le condizioni lo permetteranno "si cercherà di riavviare il processo prima della fine del triennio". "Partivamo da un tendenziale al 2%", spiega il ministro, che assicura: "Mai minacciato le dimissioni". "Spiegando la manovra che stiamo preparando e gli strumenti che mette in campo per l'obiettivo della crescita, l'allarme rientri".

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E al 45' potrebbe raddoppiare con un colpo di testa su punizione di Romulo che sfiora il palo. Ne approfitta il Genoa che gestisce la gara cercando comunque il tris.

"Mi rendo perfettamente conto delle preoccupazioni della commissione - le parole di Tria in vista del vaglio di Bruxelles - ma non si tratta assolutamente di una sfida alla Ue". Può non esserci una coincidenza di valutazione su come operare in modo anticiclico in una fase di frenata dell'economia, ma è essenziale dare una prospettiva chiara a famiglie e investitori per evitare effetti prociclici.

"Il punto di equilibrio in questo confronto - prosegue - si è raggiunto con il fatto che il livello di deficit deciso dà spazio a un piano straordinario di investimenti pubblici". Si può dunque aprire una discussione e "il giudizio sul 2,4% può cambiare".

Da segnalare l'intervista al ministro degli Affari Europei Paolo Savona dal Fatto Quotidiano. Secondo l'economista l'aspettativa di crescita del Pil, che Tria immagina dell'1,6% per il 2019 e dell'1,7% per il 2020, sarà invece al 2% nel 2019, il 2,5% nel 2020 e il 3% nel 2020.

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