Tsunami in Indonesia spazza via le case, morti e dispersi

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La Gran Bretagna ha deciso di inviare una nave militare, un aereo da trasporto e un team di specialisti nella ricognizione del territorio e nella perlustrazione fra le macerie nell'area dell'Indonesia colpita dalle devastanti conseguenze del terremoto e dello tsunami dei giorni scorsi.

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Continua a crescere il bilancio delle vittime dei due terremoti e dello tsunami che hanno colpito l'isola indonesiana di Sulawesi.

La scossa iniziale si è verificata quando stavano per iniziare le preghiere della sera, nel più grande Paese a maggioranza musulmana del mondo, nel giorno della settimana in cui le moschee sono solitamente più piene.

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Sembrava infatti che tra Francesco e la Salemi potesse essere già in atto un flirt , ma sono stati i diretti interessati a frenare ogni entusiasmo, ribadendo che tra loro al momento c'è solo una grande amicizia ( QUI il video).

Le macerie lasciate dall'onda anomala, infatti, stanno impedendo ai soccorritori di raggiungere le aree rurali dell'Indonesia, in modo particolare una fascia di territorio abitata da 600mila persone.

Il funzionario del ministero della Giustizia, Sri Puguh Utami, ha riferito che i carcerati sono fuggiti dalle strutture di Palu e Donggala, le aree più colpite dal disastro. Non si esclude dunque che il numero enorme finora evidenziato possa ulteriormente crescere nel corso della giornata. Ma con lo tsunami si teme un'ecatombe: a Palu vivono circa 400.000 persone. E' questa una delle situazioni più gravi attualmente registrate e che non lascerebbe molte speranze sul numero dei sopravvissuti.

Al momento del terremoto, 71 stranieri erano a Palu e la maggior parte viene evacuata, ha spiegato il portavoce.

Gli ospedali, quei pochi rimasti in piedi, non hanno più spazio per accogliere i corpi che arrivano minuto dopo minuto: molti sono stati accumulati all'esterno, in attesa di una tumulazione di massa. Sono invece stati ritrovati ed evacuati un tedesco, un belga, un singaporiano, 10 vietnamiti, 32 tailandesi, 21 cinesi. Varie ong internazionali sono intervenute, mentre l'Unione europea ha annunciato lo stanziamento di 1,5 milioni di euro per aiuti immediati. Le informazioni sulle vittime al momento giungono con enormi difficoltà dal momento che linee elettriche e telefoniche risultano essere notevolmente danneggiate e da quel che fa sapere l'ambasciata francese, ci sarebbero delle operazioni di verifica attualmente in corso.

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