Ultime notizie Roma, la mostra di Andy Warhol al Vittoriano

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Il 3 ottobre apre i battenti a Roma, negli spazi del Complesso del Vittoriano - Ala Brasini, un'esposizione interamente dedicata al mito di Warhol, realizzata in occasione del novantesimo anniversario della sua nascita. Da qui nasce la vera essenza della sua arte, rappresentata da quegli oggetti che cancellano la distanza che separa ricchi e poveri; Warhol sosteneva infatti che chiunque può permettersi una Coca-Cola e che quella acquistata da un milionario non può essere migliore di quella di chiunque altro. Ad accogliere gli ospiti in veste di padrona di casa, Iole Siena, presidente e amministratore di Arthemisia, che ha prodotto e organizzato l'esposizione con Eugenio Falcioni & Art Motors srl.

Una mostra che parte dalle origini artistiche della Pop Art: nel 1962 il genio di Pittsburgh inizia a usando la serigrafia crea la serie Campbell's Soup, minestre in scatola che Warhol prende dagli scaffali dei supermercati per consegnarli all'Olimpo dell'arte.

Nel '63 si trasferisce a lavorare sulla quarantasettesima est, etichettato in breve tempo "Silver Factory", la fabbrica d'argento, per l'aspetto che Billy Name - fotografo e grande amico di Warhol - riuscì a darne riempiendo i muri di carta stagnola.

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La commistione tra le arti ha decretato padre della Pop Art Andy Warhol che non si è limitato ad un solo genere, ma ha sperimentato, mescolando spesso i diversi generi. La mostra romana ripercorre non solo la carriera dell'artista, ma anche la sua vita straordinaria, fatta di trasgressioni, intuizioni ed eccessi, restituendo lo spirito di tre decenni, dagli anni '60 agli anni '80.

A questi si affiancano le copertine realizzate per gli album, con i loro intramontabili simboli e le immagini passate alla storia, dalla banana "sbucciabile" di The Velvet Underground & Nico del 1967, ai jeans "incernierati" di Sticky Fingers dei Rolling Stones, da Love You Live by Rolling Stones del 1977, a Menlove Ave di John Lennon. "Oltre a una sezione dedicata alle icone, che hanno consacrato il suo divenire, c'è tutta una sezione dedicata ai rapporti con la musica, e con i rappresentanti del mondo della moda". In mostra anche le preziose polaroid dell'epoca che rappresentano anche il punto di partenza per la realizzazione dei ritratti serigrafici e i celebri self portrait: Grace Jones (1984), Carolina di Monaco (1984), Valentino (1973), Paul Anka (1975), Stevie Wonder (1972) e Carly Simon (1979).

L'ampia selezione si chiude poi con un omaggio al mondo cinematografico, celebrato attraverso i ritratti di Liz (1964), Judy Garland (1985), Silvester Stallone (1980) e Arnold Schwarzenegger (1977).

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