Volley: è morta Sara Anzanello, campionessa mondiale con l'Italia

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Nata a San Donà di Piave nel luglio del 1980, esordì in Serie A a Novara nemmeno ventenne. Con indosso la maglia azzurra aveva vinto nel 2002 l'unico oro mondiale dell'Italia femminile, in seguito aveva conquistato due Coppe del Mondo, due argenti al World Grand Prix e un argento europeo.

Dopo il trapianto, nel 2013, Sara affrontà la riabilitazione ma poi tornò a fare quello che sapeva fare meglio: giocare a pallavolo. Credo sia il gesto più altruistico sulla faccia della Terra. "Questi ultimi trenta mesi per me non sono stati semplici", aveva raccontato dopo la malattia. Ritiratasi nel 2016, la campionessa aveva iniziato una nuova avventura nello staff tecnico del Comitato Fipav. E proprio ieri sera - a poche ore dalla morte - sul suo profilo Facebook è comparsa una sua lettera che mette i brividi da tanto è bella, profonda e pervasa dalla voglia di vivere.

"Devo fare un altro trapianto, ma mi hanno diagnosticato un tumore al sistema linfatico. Ed ora inizierò i cicli di chemioterapia, ho paura perché voglio vivere", scriveva Anzanello. Poi so benissimo che certe cose non le posso più fare: "ma non mi sento davvero gli anni che ho". Semplicemente vivere, passeggiare, stare all'aria aperta, un bel bagno in un mare limpido, la sabbia sotto i piedi, la neve candida che mi circonda in una giornata invernale di sole, i miei quadri, la mia cucina, il mio piccolo orto sinergico, una serata con la mia famiglia e con le persone a cui voglio bene. "La ricorderò sempre, oltre che per il suo talento, per la sua semplicità e il suo carattere forte ma mai arrogante". Ma la situazione è crollata nell'ultimo periodo ed è deceduta quest'oggi.

Consiglio di Stato: la B resta a 19 squadre
Intanto dovranno essere recuperate tutte le partite e ci vorranno diversi mesi prima che la normalità venga ristabilita. L'ennesimo ribaltone di una storia infinita riporta la Serie B a 19 squadre , facendo segnare un gol a Mauro Balata .

A voi spiegata la mia costante presenza alla SPA Niguarda dove sono seguita da un'equipe di alto livello di cui mi fido e che sta facendo di tutto per far avverare i miei desideri.

Momenti difficili, nei quali però Sara Anzanello riusciva a trovare la forza di guardare avanti grazie alla "fortuna di avere una famiglia, un fidanzato e amici speciali che mi sono accanto e mi fanno ridere e passare minuti spensierati, minuti in cui la malattia non c'è più". Una battaglia persa ma combattuta fino alla fine. Sorridi, sorridi, sorridi. Ogni tanto piangi, perché gli ostacoli ci sono e alle volte sembrano enormi, ma non mollare mai... finché c'è vita.

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