Alex, troppo tempo per il trapianto: il donatore sarà suo padre

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Tuttavia, a seguito dell'accertamento della compatibilità, abbiamo appreso che tale donatore (non italiano) si è reso disponibile solo da metà gennaio. Da qui la necessità di arrivare al più presto possibile al trapianto. Per questa ragione i genitori e l'ospedale londinese hanno chiesto la disponibilità a trasferire il bambino in Italia per valutare altre strade per salvargli la vita.

Per definizione, mamma e papà sono compatibili ciascuno solo al 50% con il proprio figlio, il che significa che utilizzare le loro cellule per il trapianto così come sono comporta gravi rischi di complicazioni potenzialmente fatali.

Possono essere ottimi donatori i fratelli o le sorelle, ma non è detto che ce ne siano (Alessandro, per esempio, non ne ha), o che siano effettivamente compatibili con il paziente.

Arriverà questa settimana a Roma il piccolo Alessandro Maria Montresor, il bambino di 19 mesi affetto da una rara e gravissima malattia, la linfoistiocitosi emofagocitica, che aveva fatto partire una catena di solidarietà fra gli italiani nelle scorse settimane: in migliaia si sono sottoposti a screening per verificare la compatibilità per una donazione di midollo osseo.

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"E così continuiamo a sperare", scrivono i genitori di Alessandro che esortano comunque a continuare ad iscriversi al registro italiano del midollo osseo "per regalare con un piccolo gesto d'amore una speranza di vita ai tanti Alessandro Maria che aspettano e lottano nell'attesa". In mancanza anche di questa ultima opzione si può ricorrere a uno dei genitori come donatore.

Le cellule staminali, che vengono prelevate dal genitore, vengono successivamente manipolate per eliminare gli elementati che potrebbero poi causare un rigetto: in questo modo si ottiene una compatibilità ottiminale.

"Ci teniamo a ringraziare il Chelsea and Westminster Hospital, il Saint Mary's Hospital ed il Great Ormond Street Hospital e con loro tutti i medici e gli infermieri che abbiamo incontrato nel nostro percorso e che sono stati impeccabili nel riuscire a identificare in tempi record la malattia, oltre che a salvare Alessandro Maria durante la fase acuta della stessa".

Il piccolo sarà trasferito dal dal Great Ormond street di Londra all'ospedale Bambino Gesù di Roma, ospedale che ha dato la disponibilità per l'uso di una tecnica innovativa. Le percentuali di guarigione utilizzando questa tecnica, come gia' sottolineato da Franco Locatelli, responsabile del reparto di Oncoematologia e Medicina Trasfusionale all'Ospedale Bambino Gesu', "sono dunque sovrapponibili a quelle ottenute utilizzando un donatore perfettamente idoneo".

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