Attentato a casa di un inviato di Report

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Ruffo è noto per essere uno degli autori dell'inchiesta realizzata per Report sui presunti rapporti tra la dirigenza della Juventus, gli ultras e la 'ndrangheta. Gli attentatori sono poi fuggiti disturbati dal cane, ma prima hanno disegnato con la vernice spray rossa una croce sul muro del pianerottolo.

"La verità è che se non ci fosse stato il cane avrebbero dato fuoco a casa, ci ha salvati a tutti quanti il cane". "Mi ha salvato", ha raccontato il giornalista. "Passo gran parte della settimana a Torino, dovevano sapere che ero a casa".

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"Stavo dormendo con il mio cane - spiega Ruffo - e ad un certo punto ho sentito il rumore della ciotola". Il giornalista è stato sorpreso intorno alle 4 del mattino da ignoti che hanno cosparso di benzina l'ingresso dello stabile in cui vive insieme alla famiglia, il pianerottolo e la porta d'ingresso del suo appartamento, con l'apparente intento di darlo alle fiamme. Sono anche caduto a terra. "Poi sono uscito in giardino, sono arrivato al cancello per vedere se stessero scappando ed era pieno di benzina". "Quindi, ha cominciato ad abbaiare e sono uscito a piedi nudi dalla porta di casa". "L'inchiesta per Report è stato il primo pensiero". Il giornalista Federico Ruffo ha rischiato seriamente la vita.

Tra le testimonianze di solidarietà arrivate al giornalista c'è anche quella del vicepremier Luigi Di Maio: "È inaccettabile che nel 2018 ci siano ancora degli infami che tentano di tappare la bocca a qualcuno con questo genere di minacce", scrive su Facebook il ministro.

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