Berlusconi, Corte Strasburgo non si pronuncia: caso chiuso senza sentenza

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Quindi senza dire se i diritti dell'ex premier sono stati violati o no. Per la legge italiana, Berlusconi è già pienamente candidabile: la sentenza del Tribunale del Riesame di Milano dell'11 maggio scorso lo ha riabilitato, visto che aveva scontato la pena ai servizi sociali per la condanna passata in giudicato per frode fiscale nel processo Mediaset. Non si sapra' mai se obbligando Silvio Berlusconi a lasciare il suo seggio in Senato nel 2013, e impedendogli di presentarsi come candidato alle elezioni, comprese quelle dello scorso 4 marzo, in base a quanto previsto dalla legge Severino, l'Italia abbia violato o no i suoi diritti. E' con queste parole che la Corte di Strasburgo archivia il ricorso di Silvio Berlusconi. Inoltre, ci tengono a sottolineare, sicuri che comunque Strasburgo si sarebbe espressa con parere "favorevole" sul ricorso, "una condanna dell'Italia avrebbe altresì comportato ulteriori tensioni nella già più che complessa vita del paese, circostanza che il Presidente Berlusconi ha inteso assolutamente evitare". "Ovviamente, così come riconosciuto quest'oggi dalla stessa Corte, non vi era più necessità di proseguire nel ricorso essendo ritornato il presidente Berlusconi nella pienezza dei propri diritti politici". Nel caso di Silvio Berlusconi, secondo i giudici di Strasburgo, che hanno deciso a maggioranza, non sussistono motivi tali da ritenere che il ricorso debba essere ulteriormente esaminato.

Ai sensi dell'articolo 13 della Convenzione (diritto a un rimedio effettivo), poi, il ricorrente aveva lamentato la mancanza di un rimedio accessibile ed efficace nell'ordinamento italiano attraverso il quale contestare la compatibilità del decreto legislativo in questione con la Convenzione e contestare la decisione del Senato del 27 novembre 2013, che ne aveva provocato la decadenza da senatore.

Sisma magnitudo 3.2 avvertito a Santo Stefano d'Aveto
Dopo la prima scossa , ne sono state registrate molte altre di assestamento, la più forte delle quali di 5,2 gradi Richter. Una scossa di terremoto di magnitudo 3 .2 si è verificata nel Piacentino ed è stata avvertita anche in Val d'Aveto.

Una linea che era stata ampiamente annunciata dalle indiscrezioni dei giorni scorsi.

La Corte ha stabilito che tenendo conto della riabilitazione dell'ex presidente del Consiglio, avvenuta l'11 maggio del 2018 e a seguito della decisione del "richiedente di ritirare la sua denuncia, circostanze particolari relative al rispetto dei diritti umani non richiedono la prosecuzione dell'esame del caso".

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