Brexit, raggiunto l'accordo tra UK e Unione Europea

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Le sorti del governo conservatore di minoranza dipendono fortemente dagli unionisti irlandesi del Dup, non pienamente soddisfatti dalla gestione della delicata questione, e in queste ore, oltre alle dimissioni di Shaleish Vara, sono arrivate quelle del ministro per la Brexit Dominic Raab e quelle del ministro del Lavoro Esther McVey, entrambi delusi da quelle che considerano eccessive concessioni a Bruxelles.

Cosa prevede l'accordo - L'accordo, un documento di 585 pagine, contiene previsioni che vanno nella direzione di una Brexit soft, che piace poco ai sostenitori più intransigenti dell'uscita del Regno Unito dall'Unione europea.

Da Londra e soprattutto da Belfast hanno una visione diversa. Discuteranno anche il mandato alla Commissione per la finalizzazione della dichiarazione politica congiunta sulla relazione futura tra l'Ue ed il Regno Unito.

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Marcello Nicchi: "Oggi siamo arrivati al punto zero e dobbiamo ripartire per un calcio nuovo, pulito e divertente". Al di là del momento di grande attenzione che questo episodio ha generato, mi auspico una rivoluzione culturale.

Come anticipato, nel corso della mattinata odierna ben 4 funzionari dell'esecutivo britannico hanno rassegnato le proprie dimissioni in seguito al via libera ricevuto dall'accordo sulla Brexit. May ha insistito che l'obiettivo è evitare l'entrata in vigore del meccanismo di salvaguardia del backstop, sostenendo tuttavia che non sarebbe stato possibile escluderlo come clausola da alcun tipo di accordo. May non ha specificato se i ministri del suo governo abbiano approvato l'accordo all'unanimità: secondo Christopher Hope del Telegraph, si è detto contrario un terzo dei ministri. E' questo il rebus irrisolvibile che lascia la May quasi sola a difendere un accordo insoddisfacente per i Brexiteers.

L'accordo trovato ieri era di natura "tecnica", cioè concordata soltanto fra i negoziatori. Siamo passati da una situazione in cui nessun accordo era meglio di un cattivo accordo a un'altra in cui un cattivo accordo è meglio di nessun accordo con l'Unione europea. "Lasceremo l'Unione Europea e la lasceremo il 29 marzo 2019". Il problema, semplificando, è che migliaia e migliaia di persone attraversano quotidianamente il confine, che però dovrebbe diventare regolato da controlli e dazi nel momento in cui dividerà ufficialmente il territorio dell'UE da quello britannico. Successivamente è previsto che Londra versi un assegno in modo tale che la sua uscita non comporti un esborso ulteriore per i rimanenti paesi membri, si parla di circa 40-45 miliardi di euro che saranno versati entro il 2025, anche se in alcuni casi il pagamento andrà avanti fino al 2064 (ad esempio il caso delle pensioni dei dirigenti europei). Se il governo dovesse uscire sconfitto dal voto, scrive il Guardian, la leadership di May potrebbe risultare molto danneggiata e si potrebbero verificare due cose: nuove elezioni o un secondo referendum su Brexit. La premier ha superato indenne il torchio del Parlamento di oggi e una conferenza stampa altrettanto ostica, dove la domanda più ricorrente è stata sull'opportunità di dimettersi.

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