Brexit. Sanchez ottiene le garanzie su Gibilterra e ritira il veto

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Dalla fine della Seconda guerra mondiale è stata di nuovo reclamata dagli spagnoli ma un referendum popolare, il 10 settembre 1967, ha sancito la volontà degli abitanti di appartenere al Regno Unito piuttosto che alla Spagna. Dopo giorni di trattative, oggi pomeriggio la Spagna ha ottenuto che la bozza di accordo che domani sarà votata dal Consiglio Europeo - e che quindi sarà presa per buona anche per i passaggi futuri - non riguarderà direttamente Gibilterra. E nel referendum britannico del 2016 sulla Brexit, il 96% dei residenti di Gibilterra ha votato a favore di restare nella Ue.

Ci sono due elementi nei testi che verranno sottoposti al vertice di domani che non piacciono alla Spagna: il primo è la formulazione dell'articolo 184, il penultimo della bozza di accordo di recesso, che fa riferimento ai "negoziati sulle relazioni future"; il secondo è l'assenza di qualsiasi riferimento alla questione di Gibilterra nella dichiarazione politica sugli accordi futuri. Madrid ha infatti tolto il suo veto all'accordo sul divorzio di Londra da Bruxelles, annunciato nei giorni scorsi proprio a causa del lembo di terra conteso da quasi tre secoli da Regno Unito e Spagna.

Bottas il più veloce, quinto e sesto tempo le Ferrari
A completare la top ten, Grosjean (Haas), Hulkenberg ( Renault ), Magnussen (Haas) e Ocon (Force India). Quarto posto e seconda fila per l'altra Ferrari di Kimi Raikkonen a +0.571.

Anche lo scontro tra Londra e Madrid sembra essersi appianato: una telefonata tra il primo ministro britannico Theresa May e quello iberico Pedro Sanchez, avrebbe allontanato la possibilità di un veto spagnolo sull'accordo per la questione Gibilterra. Allo stesso tempo diversi paesi membri dell'Ue erano restii a riaprire le discussioni nel timore che altri punti dell'accordo da 585 pagine potessero essere rivisti.

Intanto si moltiplicano i commenti di malcontento nel Regno Unito. Ma almeno in questo momento critico l'Ue a 27 ha passato il testo di unità e solidarietà" ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, linkando il comunicato in vista del vertice straordinario di domani, dove si legge: "Durante questi negoziati, nessuno ha voluto sconfiggere nessuno.

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