Cda straordinario in Tim: salta la testa dell'amministratore delegato Genish

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Gli azionisti raggruppati in ASATI, l'ASsociazione degli Azionisti di Telecom Italia-Tim, hanno espresso in una nota le loro preoccupazione sulla situazione in cui versa l'azienda e sulla recente eliminazione delle deleghe all'amministratore delegato Amos Genish. Al manager sarebbe mancato l'appoggio di Elliott. Un "metodo vergognoso", lo definisce la società francese denunciando la "destabilizzazione" provocata dalla decisione.

NUOVO AD IL 18 NOVEMBRE È stata convocata una nuova riunione del consiglio di amministrazione di Tim per il 18 novembre al fine di provvedere alla nomina di un nuovo amministratore delegato. Infine come direttore generale circola il nome di Stefano De Angelis, ex ceo di Tim Brasil.

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Si spiegano anche così le voci circolate nei giorni scorsi, che mettono in discussione gli annunci precedenti. I soldi non bastano, perchè le famiglie bisognose sono molte di più di quelle preventivate.

IRA DI VIVENDI "È stata una mossa molto cinica e volutamente pianificata in segreto, per creare la massima destabilizzazione e influenzare i risultati di Tim, e dopo un diniego ufficiale di domenica, senza la conoscenza di molti membri del consiglio e mentre l'amministratore delegato stava negoziando per Tim e portando avanti il suo doveri dall'altra parte del mondo. Nella realtà non sono stati fatti reali progressi e, al contrario, ha dimostrato di rappresentare un impedimento per la creazione di valore": per questo spiegano fonti vicine al fondo americano "il consiglio ha deciso di lasciarlo andare" e "sebbene non fossimo stati preventivamente informati di questa decisione, sosteniamo la revoca".

La nostra associazione, forte di tanti lavoratori azionisti di TIM, si impegnerà per assicurare che TIM continui a controllare i suoi fattori di produzione chiave, innanzitutto la Rete, favorendo al contempo alleanze e accordi che possano portare ad una unica infrastruttura fissa in FTTH per Paese, che si possa sviluppare grazie anche a mirati interventi dello Stato, e nel pieno rispetto del valore delle attività in gioco e dei relativi assetti proprietari. Stando a quanto ricostruito dall'agenzia stampa americana Bloomberg, al fondo attivista Elliott - che ha recentemente avuto la meglio sul rinnovo del board nominando 10 consiglieri - non è gradito il piano ideato da Genish per scorporare la rete in rame dal gruppo, mantenendone il controllo.

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