Copa Libertadores, appello contro la violenza: "C'è molto in gioco..."

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Il dubbio della Conmebol è sulla effettiva riuscita dell'operazione Qatar, ottima sì per la sicurezza, ma allo stesso tempo svantaggiosa: sono circa 13mila i chilometri di distanza in linea d'aria tra Buenos Aires e Doha, che scoraggiano i tifosi dal muoversi per assistere alla partita (soprattutto quelli che nulla hanno a che fare con chi ha aggredito il pullman del Boca sabato). "Santo Padre, sarebbe per tutti un onore avere la Sua benedizione contro la violenza e per la pacificazione delle tifoserie visti i recenti fatti di cronaca avvenuti in Argentina in occasione della finale Boca-River - si legge nella missiva di Anzalone -". Le origini del club, infatti, è legato alla presenza di molti genovesi che lavoravano al porto di Buenos Aires, rendendo profondo il legame tra le due città. La gente era impazzita, ci avrebbero ammazzato.

Il procedimento può portare a una multa o ad una squalifica per le competizioni future, e difficilmente - come chiede il Boca, che vuole la vittoria a tavolino - andrà ad incidere sul Superclasico rinviato due volte nello scorso weekend. Schelotto mi ha chiamato al telefono quando ero in clinica, perché tornassi allo stadio: volevano farci giocare a tutti i costi. Se perdo l'occhio, non me lo restituisce nessuno. "Sono molto addolorato per quanto successo e spero che si arrivi a un accordo prima possibile".

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Il contesto di indagine prende le mosse dall'approfondimento di transazioni finanziarie anomale poste in essere tra le società del c.d.

La CONMEBOL conferma la gara per l'8 o 9 dicembre, con sede da definire: non si giocherà in Argentina.

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