Di Maio in Cina: la gaffe con il presidente "Ping"

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Rispondendo a una domanda di un giornalista, Di Maio ha parlato del presidente Xi Jinping definendolo "il presidente Ping".

Per questo appuntamento, su impulso dell'Assessorato all'Istruzione e Formazione guidato da Sebastiano Leo e con il coinvolgimento di quello all'Agricoltura, guidato da Leo Di Gioia, è stata attivata, in collaborazione con l'Agenzia regionale per la tecnologia e l'innovazione (Arti), la call #StudioInPuglia4China, attraverso cui sono stati selezionati progetti presentati da operatori dell'istruzione e della formazione che hanno sperimentato nel territorio pugliese "best practices" nel settore dell'agroalimentare e che prenderanno parte all'evento di Shangai.

Il vicepremier - e ministro dello sviluppo economico italiano - Luigi Di Maio scivola sul nome del presidente Xi Jinping che diventa "presidente Ping". Sotto il video pubblicato dal vicepremier sulla sua pagina Facebook infatti è possibile leggere la trascrizione del suo discorso e in un primo momento anche lì era stato riportato erroneamente il nome del presidente. Certo, la sostanza racconta che Di Maio è venuto qui due volte in due mesi, segno di una grande (e interessata) attenzione che il governo gialloverde sta dedicando al Dragone. Ostacoli che occorre superare per proseguire nel percorso di riequilibrio dei rapporti commerciali nell'agroalimentare dove le importazioni dalla Cina hanno superato del 29% il valore delle esportazioni, anche per effetto delle barriere commerciali.

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I democratici hanno riconquistato la Camera per la prima volta in otto anni, strappando 24 seggi ad altrettanti repubblicani. Oppure se i prossimi due anni di mandato, prima delle presidenziali del 2020, saranno da "anatra zoppa".

"Firmeremo degli accordi importanti per le nostre aziende italiane".

"Come sempre - ha aggiunto - ci vado in seconda classe, col biglietto Alitalia, alla faccia di tutti quelli che comprano gli 'Air Force Renzi', che spendono soldi in vitalizi, in pensioni d'oro...gli taglieremo tutto, uno ad uno entro dicembre".

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