Football Leaks, la Uefa avrebbe pagato le big per evitare la Superlega

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Si parla di una lettera mandata lo scorso ottobre al presidente del Real Madrid, Florentino Perez, e scritta dalla società di consulenza Key Capital Partners, che proponeva la creazione di una possibile società con principali azionisti alcune tra le più importanti squadre europee: Juventus, Milan, Paris Saint-Germain, Bayern Monaco, Real Madrid, Barcellona, Arsenal, Chelsea, Liverpool, Manchester City e Manchester United. La responsabilità, in particolare, viene addebitata nei documenti, come riportano i media online, all'allora presidente dell'Uefa, Michel Platini, e al segretario generale, Gianni Infantino.

SUPER LEAGUE - Non emergono solo i "favori" al Psg e al Manchester City, ai quali sarebbe stato concesso di bypassare il fair-play finanziario, ma anche altro. Si sarebbe pertanto arrivati a una specie di Nba europea, che avrebbe permesso ai club partecipanti di negoziare direttamente con gli sponsor. L'Uefa, per impedire che si arrivasse a questo, avrebbe aumentato i benefit per i top club, penalizzando tutte le altre, secondo quanto emerso dalla documentazione. Secondo L'Espresso, la possibile nuova distribuzione delle risorse garantirebbe 150 milioni in più a stagione alle squadre più forti della Champions League, mentre i club di Europa League perderebbero quasi 60 milioni di introiti. Secondo alcuni documenti in possesso della piattaforma Football Leaks, il progetto Superlega avrebbe però ripreso nuovo vigore.

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Le squadre più ricche del pianeta con i proprietari del Medio Oriente, Paris Saint Germain e Manchester City hanno utilizzato decine di milioni di euro provenienti da accordi di sponsorizzazioni più che sospetti. Revisori indipendenti stimavano nel 2011/13 deficit superiori ai 200 milioni per il club parigino e poco sotto i 190 per il City; cifre che avrebbero fatto scattare sanzioni anche con l'esclusione dalla Champions. Il tutto con il benestare dell'Uefa.

Dopo la pubblicazione delle rivelazioni, la FIFA ha risposto con un comunicato in cui afferma: "NESSUNA delle informazioni contiene qualcosa che sia anche lontanamente in violazione di qualche legge, regola o statuto". Il tentativo di danneggiare la reputazione del Club è organizzato e chiaro. Un accordo "noto alla Uefa e al pubblico dal 2014", si difende la società francese, anno in cui "la Uefa ha confermato che il nostro contratto con l'ufficio di turismo del Qatar assicura la promozione del paese".

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