Haftar a Palermo, il generale al vertice di Conte "per i libici"

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La giornata di ieri ha registrato un importante incontro bilaterale tra Conte e Haftar. Il vertice libico voluto dal premier Giuseppe Conte segue un evento simile che si è tenuto a maggio in Francia. Ma quella foto è stata scattata soltanto a margine dei lavori della Conferenza, poiché Haftar si è rifiutato di sedere vicino a coloro che considera gli sponsor della Fratellanza Musulmana, ovvero Qatar e Turchia, che egli avversa in ogni modo poiché patrocinatori di un piano istituzionale per la Libia basato sul Corano anziché sulle forze armate.

Assenti dal cosiddetto mini-vertice, invece, il presidente del Parlamento di Tobruk Aguila Saleh e il capo dell'Alto consiglio di Stato di Tripoli Khaled al Meshri, che pure figuravano come gli altri due leader libici che l'Italia aveva annunciato di voler coinvolgere al tavolo e che si sono dovuti accontentare di un bilaterale con Conte.

L'incontro a Palermo tra il generale Khalifa Haftar e Giuseppe Conte è andato molto bene.

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Successivamente le Commissioni hanno approvato l'allargamento alla prescrizione del perimetro del ddl anticorruzione . Tempi più rapidi e giustizia certa. "Finalmente le cose cambiano davvero!" ha aggiunto su Facebook.

Ma vince Khalifa Haftar, che ottiene un riconoscimento internazionale al pari del presidente Al Serraj. La 'Conferenza per la Libia', promossa dal governo italiano in collaborazione con la Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL), che dovrebbe aiutare a trovare un accordo tra le varie fazioni del paese africano, non parte certo nel migliore dei modi. Non solo il GUN, sotto la guida di Fayez al-Serraj, non è riuscito ad aprire un serio canale di dialogo con le istituzioni rivali della Cirenaica, ma si è anche dimostrato assolutamente debole, ostaggio di un variegato ventaglio di milizie, e troppo esitante nell'avviare le necessarie riforme della sicurezza e dell'economia. Una stretta di mano, una pacca sulla spalla e Haftar ha ripercorso a ritroso la strada che lo separava dalla sua macchina. Anche le fonti diplomatiche professano ottimismo e riferiscono che c'è una "buona possibilità" sul fatto che la Conferenza Nazionale della Libia, primo passo stabilito dalla road map Onu per le elezioni, si possa svolgere in gennaio. Sino a qualche mese fa Parigi pensava di poter fare da sola e il nuovo governo italiano, o meglio la nostra diplomazia, era in cerca di una rivalsa, pensando che fosse sbagliato l'approccio dei francesi e la scelta di una data delle elezioni troppo ravvicinata. "Tutta la mia partecipazione è con i ministri europei e dopo questi incontri con loro, alle 8 o alle nove, partirò immediatamente", ha aggiunto. "Siamo sempre in stato di guerra e il Paese ha bisogno di controllare le proprie frontiere". Per questa ragione ad "Address Libya" il generale si è detto convinto dell'urgenza di "garantire la sicurezza ai confini, e sappiamo bene tutti cosa accade nel sud, e in Paesi come Tunisia, Algeria, Niger, Ciad, Sudan ed Egitto a proposito dell'immigrazione illegale".

Alla conferenza partecipano una decina di capi di Stato e di governo. L'incontro è infatti avvenuto in formato ristretto e prima dell'arrivo delle altre delegazioni: a prendere per mano Haftar, c'erano il premier russo Dmitri Medvedev e il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi.

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