Il sequestro di Silvia, 14 arresti Famiglia chiede silenzio stampa

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Una volontaria italiana di 23 anni di nome Silvia Romano è stata rapita in Kenya, in un attacco ad un mercato a Chakama, a 80 km da Malindi. Stando a quanto dichiarato dalla polizia kenyota, il rapimento sarebbe avvenuto nella contea di Kilifi intorno alle 20 ora locale.

Sul rapimento indagano anche i Carabinieri italiani e - scrive il Corriere della Sera - si sono attivati anche i servizi segreti, in coordinamento con la polizia e i servizi segreti del Kenya. Lo ha detto all'ANSA Lilian Sora, presidente della onlus marchigiana Africa Milele per cui lavora la cooperante.

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Il sindaco di Napoli , De Magistris, ha disposto per oggi la chiusura delle scuole , dei cimiteri e dei parchi. In particolare si prevedono precipitazioni diffuse anche a carattere di rovescio o temporale .

"A quanto ci hanno raccontato le persone che abitano nel villaggio - ha aggiunto - sono arrivati quattro-cinque individui armati che hanno lanciato un petardo, facendo sollevare la sabbia e hanno sparato più volte". Il capo della polizia keniana, Joseph Boinnet, ha rivelato che gli investigatori sono vicini a determinare il movente del rapimento, ossia se sia avvenuto per estorsione e se i terroristi islamici al-Shabaab siano dietro al sequestro. "In quel momento era da sola, perché altri erano partiti e altri ancora arriveranno nei prossimi giorni".

Cinque persone sono rimaste ferite, tra cui un ragazzino di 12 anni. "Chiaramente davano lavoro ai locali come servi, ma si può capire come la presenza di queste strutture con poco contatto con la popolazione indigena, a parte la servitù, dedicata alla vita di lusso di bianchi ricchi, non sia molto simpatico a gruppi terroristici del Al Shabaab", ci spiega Don Stevenson che poi si sofferma su due punti sicuramente da considerare con attenzione. "Silvia, siamo tutti con te", è il commento della onlus Africa Milele Onlus per la quale la ragazza lavora. Anche la Farnesina sta monitorando la situazione, mentre la procura di Roma ha aperto un fascicolo per sequestro di persona a scopo terroristico. Nel procedimento, coordinato dal pm Sergio Colaiocco, si ipotizza il reato di sequestro di persona per finalità di terrorismo. La prima pista è stata presa in considerazione perché da testimonianze, riportate da Reuters, i rapitori parlavano somalo, tuttavia, non ci sono riscontri e, ad oggi, non ci sono state rivendicazioni in tal senso.

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