Jair Bolsonaro è il nuovo presidente del Brasile

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Ammiratore di Donald Trump, Bolsonaro rappresenta il nuovo punto fermo dell'asse mondiale di destra che sta prendendo forma. A lui si contrappone Fernando Haddad, l'erede designato da Luiz Inácio Lula da Silva che, in carcere a Curitiba dallo scorso aprile. Infine ha dichiarato che grazie alla sua vittoria potrà "cambiare il destino del Brasile", insieme a chi lo ha sostenuto.

Negli anni di Lula e della Rousseff, si parlava del Brasile come di una "grande democrazia progressista", che grazie al PT aveva lasciato alle sue spalle i peggiori effetti della precedente tecnocrazia liberista subentrata al regime militare in sella fra gli Anni '60 ed '80, ovvero l'enorme ed imbarazzante sproporzione fra pochissimi ricchi e tantissimi poveri, per non parlare del malgoverno dilagante, del trionfo dell'interesse privato delle grandi multinazionali estere su quello pubblico e sociale, a favore di una situazione interna decisamente più equa e promettente: il paese cresceva a due cifre, le storture sociali si ridimensionavano e gli indicatori economici marciavano verso la piena occupazione e una progressiva crescita dello Stato sociale, della sanità e dell'istruzione per fasce sempre più importanti della popolazione. "Buon lavoro al presidente Bolsonaro, l'amicizia tra i nostri popoli e i nostri governi sarà ancora più forte".

Bolsonaro è un personaggio molto controverso, che più volte ha detto di rimpiangere i tempi della dittatura e ha promesso che darà grandi poteri alla polizia pur di combattere la corruzione e la criminalità, esprimendo più volte opinioni intolleranti e omofobe. "E dopo anni di chiacchiere - ha proseguito il vice premier - chiedero' che ci rimandino in Italia il terrorista rosso".

Il risultato del voto in Brasile segna anche una nuova sconfitta per i partiti e i leader protagonisti della cosiddetta "marea rosa" progressista che investì l'America Latina all'inizio del XXI secolo, dopo le vittorie elettorali del centrodestra in Argentina, Cile, Perù e Colombia e le derive autoritarie in Venezuela e Nicaragua.

Terremoto in Umbria, scossa di magnitudo 3.1 vicino Foligno
In quel caso era stata anche diramata un'allerta tsunami nel mar Jonio e nel basso Adriatico, poi rientrata. La seconda scossa, di magnitudo 2,3, è stata invece registrata ai piedi dell'Etna alle 5 ,51.

Più di 147 milioni di brasiliani hanno votato tra le otto di mattina e le diciassette per decidere il futuro della nazione sudamericana.

Per Bolsonaro non dovrebbe essere difficile concedere l'estradizione (il Tribunale Supremo brasiliano ha recentemente affermato che questa decisione "spetta solo al presidente della Repubblica").

Il candidato dell'estrema destra si è anche espresso contro l'omosessualità in un'intervista del 2011.

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