L’Ucraina accusa la Russia: "Fuoco sulle nostre navi al largo della Crimea"

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Nel Consiglio di Stato della Crimea, tali accuse contro la Russia sono state definite illegittime e hanno osservato che gli oggetti storici della regione, come la stessa penisola, non appartengono all'Ucraina.

Ieri mattina un rimorchiatore e due cannoniere ucraine hanno tentato di attraversare lo stretto di Kerch che divide la Crimea dalla Russia e che Mosca considera parte del proprio territorio. Dal fronte opposto, Kiev ha accusato le unità di Mosca di avere "deliberatamente speronato" una sua imbarcazione, un rimorchiatore, che trainava 2 mezzi militari ucraini verso Mariupol (mappa in fondo alla pagina), nel mar d'Azov: "Imbarcazioni della Guardia Costiera russa hanno compiuto azioni apertamente ostili contro le navi della Marina ucraina", ha dichiarato Kiev, aggiungendo che Mosca era stata informata in anticipo del passaggio e che lo speronamento avrebbe danneggiato il rimorchiatore. "Tutte e tre le navi sono state messe in stato di arresto e vengono consegnate ora al porto di Kerch". Le operazioni sono state gestite dall'Fsb, il servizio segreto che dispone anche di reparti e vedette per il controllo delle frontiere: un comunicato ufficiale ha parlato di "sconfinamento" e "manovre pericolose" degli ucraini. Il presidente ha riunito il governo d'urgenza nel corso della notte e ha chiesto al Parlamento di proclamare la legge marziale, sancendo di fatto lo stato di guerra. Proteste e scontri sono scoppiati durante la notte a Kiev, con centinaia di manifestanti - rilevano i media internazionali, fra cui Bbc - che si sono riuniti sotto l'ambasciata russa e hanno dato fuoco ad auto, fra cui un veicolo diplomatico. E non ha fatto menzione di speronamenti.

Il 26 novembre lo stretto di Kerch è stato riaperto al traffico marittimo, benché solo quello civile. Secondo gli ucraini, i russi si sono spinti ancora oltre nella contesa in mare.

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La chiusura dello stretto colpisce soprattutto le attività ucraine: un trattato del 2003 sancisce la libertà di circolazione in quel passaggio obbligato, ma dopo l'occupazione della Crimea nel 2014 i russi hanno intensificato i controlli.

Mosse seguite dalla costruzione di un ponte che unisce Russia a Crimea, voluto personalmente da Vladimir Putin e contestato da numerosi Paesi: l'Unione europea ha definito l'opera "una violazione dell'integrità territoriale dell'Ucraina".

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