La Corte Ue: "L'Italia recuperi l'Ici non versata dalla Chiesa"

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Il ricorso accolto dalla Corte di giustizia è stato promosso dalla stessa Montessori contro quella sentenzadel 15 settembre 2016 che in primo grado aveva ritenuto legittima la decisione di non recupero nei confronti di tutti gli enti non commerciali, sia religiosi sia no profit.

Il caso fa seguito al ricorso presentato al Tribunale Ue dall'istituto d'insegnamento privato Scuola Elementare Maria Montessori ('Scuola Montessori') e da Pietro Ferracci, proprietario di un 'bed & breakfast', per chiedere di annullare la decisione della Commissione del 19 dicembre 2012 che stabiliva che l'esenzione Ici alla Chiesa era un aiuto di stato ma non ne ordinava il recupero, ritenendolo assolutamente impossibile.

Si riconosceva all'Italia, con queste due decisioni, l'impossibilità di recuperare la tassa non versata nel periodo 2006-2011 perché sarebbe stato difficoltoso, sulla base almeno dei dati catastali e fiscali, calcolare retroattivamente il tipo d'attività svolta negli immobili di proprietà degli enti non commerciali e, nel contempo, calcolare l'importo da recuperare per quelle attività che quindi avevano approfittato dell'esenzione.

Niente Ici per la scuola Montessori di Roma.

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Insomma, non si sta parlando solo di Chiesa Cattolica. Nel rilevare che una decisione del genere è un "atto regolamentare", ossia un atto non legislativo di portata generale, che riguarda direttamente la Scuola Montessori e il signor Ferracci e che non comporta alcuna misura d'esecuzione nei loro confronti, la Corte conclude che i ricorsi della Scuola Montessori e di Ferracci contro la decisione della Commissione sono ricevibili.

Il Partito fondato da Marco Pannella non punta il dito contro la Chiesa, ma contro lo Stato e la commissione europea che, spiega a LaPresse l'esponente Maurizio Turco, "hanno preso decisioni scellerate".

Anzitutto la scuola che, come riporta Repubblica, rivendica la propria battaglia: "Alla fine Davide ha battuto Golia". È "una sentenza storica" e ora, "se l'Italia non dovesse recuperare gli aiuti, si aprirebbe la via della procedura di infrazione, con altri costi a carico dei cittadini italiani": è quanto ha detto all'Ansa l'avvocato Edoardo Gambaro, legale della Montessori. La Commissione europea, si legge nella sentenza, "avrebbe dovuto esaminare nel dettaglio l'esistenza di modalità alternative volte a consentire il recupero, anche soltanto parziale, delle somme". E la Commissione ha riscontrato che questa è conforme alle norme dell'Ue in materia di aiuti di Stato, in quanto limita chiaramente l'esenzione agli immobili in cui gli enti non commerciali svolgono attività non economiche. La Corte di giustizia ha ritenuto invece legittime le esenzioni dall'Imu, l'imposta succeduta all'Ici, introdotte dal governo Monti, anch'esse oggetto di contestazione da parte dei ricorrenti. Una cifra che, secondo stime dell'Anci, si aggira intorno ai 4-5 miliardi di euro.

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