Midterm, Trump: "Fermata l’onda blu, repubblicani oltre ogni aspettativa"

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E' un Congresso diviso quello che esce dalle elezioni di midterm del 2018, con i democratici che centrano l'obiettivo di riconquistare la Camera, mentre i repubblicani mantengono, e rafforzano, la maggioranza al Senato.

Per i prossimi due anni, quindi, il presidente Trump governerà da "anatra zoppa", avendo contro uno dei due rami del Parlamento. Dei 9 seggi in mano repubblicana, solo pochi sono quelli dove esiste una concreta possibilità di vittoria dei democratici.

Queste elezioni hanno visto un numero record di donne elette alla Camera: almeno 99 diventeranno deputate (su 237 candidate), un numero che supera il record precedente di 84.

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Lo ha affermato il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio , in un'intervista a Radio radicale. Ma, ha assicurato Di Maio , quando gli investitori capiranno che non è vero, lo spread scenderà.

Che sono stati "chiaramente respinti" al Senato "per la loro gestione dell'udienza Kavanaugh", ha proseguito Trump facendo riferimento al giudice Brett Kavanaugh, incaricato alla Corte suprema nonostante le accuse di aggressioni sessuali rivoltegli da varie donne. "Lavoriamo insieme", ha detto il presidente, indicando due temi su cui i democratici e i repubblicani possono convergere, le "infrastrutture" e la "sanità". Così Guido Moltedo ospite di euronews per un commento sulle elezioni di medio termine negli Stati Uniti. La riforma sanitaria di Obama ora ha una trincea di difesa, mentre gli sgravi fiscali dell'anno scorso potrebbero rivelarsi l'unica eredità di Trump. "Forse c'è una increspatura ma certamente non penso che sia una onda blu", ha detto ai cronisti. Sicuramente, aggiunge, "si può interpretare come un sollievo il fatto che la crisi interna alla famiglia saudita abbia prodotto allentamenti su questioni come Yemen e Siria, ma tutto fino a un certo punto: gli americani non sono disposti ad accettare una decomposizione dello stato saudita" e questo comprende anche continuare a tenere una linea dura contro Teheran. Le elezioni segnano infatti la nascita e l'affermazione del partito (repubblicano) di Trump. Così Nancy Pelosi ha festeggiato la vittoria dei democratici alla Camera ringraziando "gli incredibili, dinamici, candidati, espressione della differenza, che hanno riconquistato la Camera per gli americani". Se il presidente vuole combinare qualcosa a livello legislativo, entro questo mandato, deve convincere i democratici o condannarsi alla paralisi. Tradizionalmente, in una situazione del genere, la politica americana procedeva, anche spedita, con una serie ininterrotta di trattative e compromessi, che giustificavano e premiavano le anime moderate dei due partiti. Omar, che aveva già conquistato la copertina di Time, sarà la prima rifugiata africana e la prima ad indossare l'hijab al Congresso, diventando "il peggior incubo di Donald Trump".

Pochi credono che sarà la sua scelta. Seguendo il suo istinto, il presidente sceglierà la tattica della guerriglia propagandistica, anche a costo di fare terra bruciata, accettando e confrontando la guerriglia che gli muoveranno, dal Congresso, i democratici. Su alcune cercheranno di trovare un difficile accordo con i Repubblicani, così da permetterne il passaggio al Senato e l'entrata in vigore, ma molte altre le approveranno e basta: non entreranno in vigore, in mancanza del voto del Senato, ma serviranno a mostrare agli statunitensi quali sono le loro priorità in vista delle elezioni presidenziali e legislative del 2020. Non saranno, per nessuno, due anni facili.

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