Migranti, l’Onu condanna l’Italia: "Diffama e criminalizza le Ong"

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Pur riconoscendo le sfide che l'Italia deve affrontare a causa dell'assenza di un efficace sistema di solidarietà a livello europeo, gli esperti delle Nazioni Unite affermano che ciò non giustifica le violazioni dei diritti umani.

L'Alto commissariato Onu per i diritti umani esprime "preoccupazione" per la "continua campagna diffamatoria in Italia contro le ong impegnate nelle operazioni di soccorso nel Mediterraneo, così come "la criminalizzazione del lavoro di chi difende i diritti dei migranti".

Per l'Alto Commissariato "l'abolizione dello status di protezione umanitaria, l'esclusione dei richiedenti asilo dall'accesso ai centri di accoglienza incentrati sull'inclusione sociale e la durata prolungata della detenzione nei Cie minano fondamentalmente i principi internazionali dei diritti umani e condurranno certamente a violazioni di diritti umani internazionali". Un approccio inclusivo, invece, ridurrebbe le tensioni sociali e l'insicurezza per tutta la popolazione.

Il governo italiano ancora bacchettato sui migranti.

La condanna che arriva da Ginevra non dimentica neanche quanto accaduto nell'ultima campagna elettorale, con "alcuni politici" che "hanno alimentato discorsi che abbracciavano spudoratamente la retorica razzista e xenofoba anti-immigrati e anti-stranieri".

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In un appello al governo italiano, gli esperti Onu hanno chiesto di "rispettare i valori sanciti dalla Costituzione italiana e gli impegni internazionali sottoscritti", rivedendo le modifiche legislative in corso.

Al centro di quelle che per l'Onu sono state, e continuano a essere, delle "campagne d'odio" soprattutto "le persone di origine africana e rom" che sono state "particolarmente colpite". Durante e subito dopo la campagna elettorale nazionale di quest'anno, le organizzazioni della società civile hanno registrato 169 episodi di matrice razzista, 126 dei quali riguardavano l'incitamento all'odio razzista e la propaganda, anche in manifestazioni pubbliche. Ciò ha portato a più migranti che affogano o scompaiono. E "in 19 casi si sono registrati episodi di violenza". "Salvare vite non è un crimine". "Salvare vite umane non è un crimine. Gli atti di solidarietà e umanità non dovrebbero essere perseguiti".

Gli esperti hanno contattato il governo in merito alle loro preoccupazioni e attendono una risposta.

Le Ong, hanno annunciato di scendere in campo in aiuto dei migranti in fuga dall'Africa ed a difendere "i diritti umani".

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