Palermo blindata per la conferenza Onu sulla Libia

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Palermo si prepara, anche sotto il profilo logistico, a ospitare la conferenza internazionale sulla Libia che si terrà a Villa Igiea i prossimi 12 e 13 novembre. Di questa road map che Salamé illustrerà al Consiglio, un elemento importante è rappresentato dal cammino istituzionale del paese, con l'importante convocazione della conferenza nazionale con il coinvolgimento di tutte le realtà politiche della Libia, comprese le tribù del sud: questo potrebbe essere il primo passo per procedere a elezioni parlamentari nel 2019 per dare vita a un nuovo organo legislativo. E l'unica soluzione è una conferenza nazionale all'inizio del 2019, fatta dai libici per i libici, con l'obiettivo di avviare il processo elettorale per chiuderlo entro la primavera dello stesso anno, lavorando per l'unità e per mettere fine ai conflitti interni e alla criminalità diffusa, ha detto Salame'.

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Le stesse fonti hanno precisato che la rinuncia è legata fra l'altro alla "presenza di rappresentanti del Qatar e di un gruppo legato ad Al Qaida". "Ma il congresso non sarà una nuova istituzione e non vuole sostituire altri organi legislativi". L'80% dei libici insistono perché ci siano elezioni subito, ha affermato Salamé. Secondo le fonti, Haftar non avrebbe cambiato idea nell'incontro avuto con Manenti mercoledì scorso a Mosca - dove il generale libico ha avuto un colloquio con il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu - e non sarà a Palermo, come già riferito dal Libyan Address Journal martedì scorso. Ma l'ostacolo più duro da superare, in un contesto di caos politico con un governo conteso, sarà creare unità tra gli attori libici invitati a Palermo, ovvero il premier Fayez al Sarraj, il generale Khalifa Haftar, Aguila Saleh, presidente del Parlamento di Tobruk, e Khalid Al-Mishri, capo dell'Alto Consiglio di Stato di Tripoli: "Difficilmente Haftar, che ha il reale potere militare - conclude Anghelone - rinuncerà allo spazio conquistato".

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