Pernigotti, al via processo di reindustrializzazione

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Pernigotti S.p.A. nel corso dell'incontro che si è tenuto ieri con il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e il Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, ha ribadito che nè il marchio nè la società sono, allo stato attuale, in vendita. Lo precisa la Pernigotti, all'indomani dell'incontro a Palazzo Chigi con il premier Conte e il ministro Di Maio. Nei prossimi mesi l'esecutivo lavorerà a una norma per vincolare in futuro i marchi storici italiani e le relative produzioni al territorio nel quale vengono realizzati. Nelle ultime ore infatti per salvare l'impianto produttivo si sarebbe fatta avanti un'altra azienda storica del settore, la Sperlari, che dal 2017 fa parte del gruppo tedesco Katjes International.

"La strada è lunga", afferma Di Maio su Facebook "ma la nostra battaglia per la Pernigotti e per il Made in Italy continua". "Abbiamo parlato a lungo con loro - aveva aggiunto - spiegando il ruolo fondamentale che un marchio come Pernigotti ricopre in Italia, ma soprattutto nel territorio di Novi Ligure, dove è fonte di reddito per centinaia di famiglie orgogliose di rappresentarlo da una vita". "Un ulteriore passo verso la valorizzazione del made in Italy". Tirano dunque un sospiro di sollievo i cento dipendenti di Novi Ligure e l'indotto dell'azienda, che occupa 130 interinali. E concluso: "Presto andrò a trovare i lavoratori a Novi Ligure e lì faremo un nuovo tavolo per capire a che punto siamo e delineare una strada che garantisca la dignità dei lavoratori e anche dello storico marchio".

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E' arrivata un'ottima gara che rappresenta comunque un segnale di speranza per la Ferrari e per i suoi tifosi. CARLOS SAINZ JR - 7: un buon regalo di addio alla Renault, per il pilota spagnolo, figlio d'arte.

L'unica indiscrezione che i fratelli Toksoz confermano riguarda l'accettare la richiesta, fatta dal Governo, di posticipare la cassa integrazione fino al 31 dicembre 2018. Luca Patelli, uno dei portavoce dei dipendenti della Pernigotti, chiede certezze dopo l'annuncio del governo di avere raggiunto una intesa con la proprietà turca dell'azienda per valutare la possibilità di reindustrializzare il sito produttivo di Novi Ligure (Alessandria).

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