Pernigotti chiude la sede storica di Novi Ligure

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E la diffusione su scala globale di gianduiotti, torroni e cremini piemontesi. Nel 1882 l'onorificenza dello Stemma Reale che accredita ufficialmente Pernigotti come fornitore della Real Casa. Magari lamentandosi dell'Italia cattiva che impone troppe regole a chi fa impresa, vuoi mettere l'efficienza della Cina? Una speranza che purtroppo si è rivelata vana. E quando arriva la Prima Guerra Mondiale e il blocco delle importazioni di zucchero decretato dal Governo italiano rischia di mandare all'aria gli sforzi e i successi ottenuti, Francesco ha un'intuizione geniale che gli permette di trasformare l'ostacolo in opportunità: lo zucchero viene sapientemente sostituito con il miele e soprattutto il torrone ne guadagna, in gusto e consistenza. Per la Pernigotti sono anni di successi e riconoscimenti.

Anzi, anche nel settore dei preparati per gelati, di cui la Pernigotti ha sempre vantato la leadership, si erano registrate pesanti flessioni.

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Un'altra svolta per l'attività si ha nel 1944. La nuova sede offre opportunità di crescita e nel 1971 l'azienda si allarga ancora e acquista la Streglio, specializzata nei prodotti a base di cacao. Una proprietà che non ha mai investito un euro sullo stabilimento. "Chiude lo stabilimento produttivo di Novi Ligure". Il marchio non è stato dismesso. L'azienda dolciaria, che alla spalle ha una storia di 150 anni, da qualche anno era passata sotto il controllo del gruppo turco Tuksoz, e le preoccupazioni erano nell'aria. "Almeno così sostenevano i due fratelli titolari. La Pernigotti è patrimonio di Novi e dei novesi, oltre che un grande nome conosciuto che non può finire così", ha aggiunto Muliere, ribadendo la sua posizione al fianco di operai e sindacati. Non c'è stata alcuna trattativa, ma la semplice, fredda comunicazione della chiusura. I pochi impiegati del settore commerciale che rimarranno saranno trasferiti a Milano. Come sottolineato dai colleghi dell'edizione di Rai News, in mattinata si terrà un incontro fra gli stessi sindacati e il sindaco di Novi Ligure, a cui farà seguito un'assemblea per decidere come attuare la manifestazione: "Dalle 13 - le parole di Tiziano Crocco dell'Uila - assemblea con i lavoratori per decidere la mobilitazione".

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