Spunta tassa unica sulla casa al posto di Imu e Tasi

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Un emendamento al disegno di legge di bilancio prevede l'unificazione di IMU e TASI, con la costruzione di un'imposta unica. Sulla prima casa si pagasolo la Tasi (abolita per le abitazioni principali a meno che non appartengano alle categorie di lusso A1, A8 e A9).

Bisogna capire se si tratta di un errore di formulazione, che quindi potrebbe essere corretto in fase di approvazione, oppure della volontà di applicare la maggiorazione a tutti i Comuni, indipendentemente dalle scelte effettuate negli anni scorsi. A renderlo impossibile è anche il panorama sterminato delle aliquote locali, che nelle delibere hanno provato a inseguire tutti i singoli casi di contribuenti con differenze di trattamento che spesso hanno prodotto più effetti in termini di complicazioni che benefici reali per i diretti interessati.

In sostanza, l'emendamento vorrebbe semplificare la vita di quei cittadini che ad esempio in 33 città capoluogo di provincia - calcola la Uil-Servizio Politiche territoriali - pagano la doppia imposizione Imu/tasi sugli immobili e ogni anno si ritrovano a doppiare gli adempimenti (e i bollettini di pagamento) per due balzelli che hanno la stessa base imponibile.

In particolare, il "Testo Unico dell'Imu", che contiene 13 articoli racchiusi sotto forma di emendamento, propone di unificare le imposte sul mattone in un'unica imposta, così da semplificare l'incredibile groviglio di tributi che in un modo o nell'altro pesano sul possesso di una casa.

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Imu e Tasi potrebbero finire dentro un'unica tassa avente aliquota massima dell'11,40 per mille.

Con la nuova IMU però i Comuni potranno decidere se aumentare l'aliquota fino all'11,4 per mille mentre oggi è previsto il blocco al 10,6 per mille al quale si può aggiungere una maggiorazione dello 0,8 per mille solo in alcuni casi specifici.

"Inoltre, deve essere considerato l'incremento che i proprietari avrebbero attraverso l'eliminazione della quota di Tasi a carico degli occupanti, come nel caso dei conduttori in caso di locazione" ha spiegato Giorgio Spaziani Testa, presidente dell'associazione dei proprietari di case. Oltre all'accorpamento, nel provvedimento è presente anche l'azzeramento delle aliquote che impegnano contribuenti e intermediari fiscali nel rebus fiscale. L'obiettivo della proposta è di integrare le norme attualmente vigenti senza mutamenti di sostanza che non siano strettamente necessari al funzionamento del tributo. Pertanto, se quanto contenuto nell'emendamento dovesse concretizzarsi, la situazione resterebbe invariata nei seguenti Comuni: Ascoli, Brescia, Brindisi, Milano, Modena, Rieti, Roma, Savona e Verona. In città come Napoli, Palermo, Torino, Bari, Bologna e Firenze, l'aggravio sarebbe dello 0,8, visto che l'attuale aliquota applicata da questi capoluoghi è del 10,6 per mille.

Dunque, sì alla semplificazione, ma a patto che sia fatta bene e non contenga buchi.

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