Tensioni nel governo, Savona pensa alle dimissioni

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Una visione argomentata e tranciante, che fa il paio con il giudizio espresso riservatamente sul governo a margine dell'ultimo Consiglio dei ministri: "Non si può più andare avanti così, non ha senso. Non alimentiamo fiati, voci, polemiche, di chiunque siano e ragioniamo sugli obiettivi e sulla costruzione di un percorso a cui tutti dobbiamo lavorare", aveva risposto a chi gli chiedeva un commento sulle critiche che il ministro Paolo Savona avrebbe rivolto alla manovra.

"Credimi, Matteo. Un conto è che certe cose le leggi sui giornali". Per questo, se Savona non riuscisse a correggere anche leggermente la rotta della manovra, potrebbe realmente valutare di farsi da parte. Ecco, in "quel momento più delicato" lui non ci sarà.

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Poi l'Ultimo imperatore del 1986, film che porta il regista in Cina e trae spunto dall'autobiografia di Pu Yi. Si è affacciato sul mondo del cinema lavorando come assistente di Pier Paolo Pasolini , suo vicino di casa.

Seguici su Facebook, Twitter e sul nostro canale Telegram. E se il titolare dell'Economia, Giovanni Tria, come raccontano fonti accreditate, sfruttando il buon rapporto stretto con Salvini pensa di avere un ruolo importante anche in futuro, Savona appare disilluso. "Si precisa, altresì, che il Ministro Savona non è presente in alcuna forma sui social media, tranne che per le posizioni e le affermazioni pubblicate sui social media del Dipartimento per le Politiche Europee". Savona sta giocando una partita "alla Cossiga", si mormora a Palazzo evocando genio e sregolatezza degli ultimi vent'anni di vita dell'ex presidente della Repubblica, che il ministro ha sempre considerato, l'altro era Guido Carli, uno dei suoi due maestri. E la manovra com'è non va più bene: "è da riscrivere". "I giornali degli altri Paesi europei, tipo Le Monde o El Pais, non sono diretti dalla borghesia 'vendedora' di questo Paese che tifa per la troika e per il default".

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