Tim, l’ad Genish sfiduciato da Elliott: cda straordinario per revocargli le deleghe

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Le voci riguardano sia una presunta accelerazione, per mano del governo, del dossier della rete unica e quindi di una combinazione con Open Fiber, sia nuovamente una possibile sfiducia dell'ad Amos Genish, arrivato alla guida di Tim durante la gestione Vivendi e poi confermato dal fondo Elliott nonostante il "ribaltone" dello scorso maggio.

Con un consiglio di amministrazione straordinario, i vertici di Telecom Italia-TIM hanno deciso di revocare "con decisione assunta a maggioranza e con effetto immediato" tutte le deleghe conferite all'amministratore delegato Amos Genish. Le deleghe sono state provvisoriamente assegnate al presidente del consiglio di amministrazione.

Il consiglio di amministrazione strordinario di Tim, concvocato stamattina all'alba, ha emesso una nota per spiegare l'accaduto, annunciando una nuova riunione per la nomina del successore di Genish in programma domenica 18.

"Il presidente del comitato nomine e remunerazione ha provveduto alla convocazione dello stesso comitato per gli adempimenti di sua competenza relativamente alla individuazione del nuovo amministratore delegato" conclude il comunicato.

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A fare pressione su Genish, fortemente voluto dai francesi di Vivendi, il fondo attivista Elliott, contrario alla politica del ceo sullo scorporo della rete mantenendone però il controllo e senza cedere più del 51%.

Amos Genish era a capo di Telecom Italia dal settembre 2017.

Inoltre, "quanto alla dichiarazione di Vivendi di 'deplorare' la decisione di non convocare l'assemblea dei soci per procedere al rinnovo dei revisori, si precisa che trattasi di dichiarazione non veritiera (non avendo ancora il Cda assunto una decisione a tale riguardo) e fuorviante (attesa l'inesistenza di alcuna norma che imponga la nomina dei revisori in data anteriore all'assemblea che sarà convocata per l'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2018)". L'azienda rimane convinta che Tim rimanga il soggetto tenuto a controllare la Rete in Italia, come avviene in tutti gli altri Paesi. Il titolo ha guadagnato l'1,43% a 0,538 euro.

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