Trump, non solo Iran (sanzioni ufficiali). Corea del Nord, nuove minacce

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Da ieri, quando il presidente americano Donald Trump ha annunciato al mondo il ritorno al regime strettissimo di tre anni fa con il nuovo round di sanzioni contro Teheran (lo ha fatto su Twitter, con un suo fotomontaggio che riprende il poster di lancio della serie "Il Trono di Spade", roba che resterà negli annali della comunicazione politica), la domanda centrale è: cosa succederà adesso?

La risposta dell'Iran - Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Bahram Ghassemi ha dichiarato che l'Iran non è preoccupato dalla reintroduzione di nuove sanzioni che interesseranno il settore finanziario e petrolifero. In tutto, 700 persone o entità giuridiche sono sulla lista nera americana, ha specificato il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, aggiungendo che gli Usa intendono escludere le istituzioni finanziarie sanzionate dal circuito bancario Swift tranne che per le "transazioni umanitarie".

Il pacchetto comprende anche l'esenzione per 8 paesi che potranno continuare ad importare petrolio dall'Iran per un periodo massimo di 6 mesi.

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Il report sui costi-benefici dell'opera affidato a Marco Ponti è in dirittura d'arrivo, come afferma il premier Giuseppe Conte: " Stiamo cercando di curare tutti i dettagli e ci sarà una sintesi , come abbiamo fatto con altre opere".

L'accordo prevedeva che l'Iran limitasse le sua attività nucleari in cambio della fine delle sanzioni imposte dagli Usa contro il paese. Di questi otto, due termineranno le importazioni nel giro di poche settimane, mentre gli altri sei ridurranno l'import in maniera sostanziale.

Quali siano questi paesi, per il momento non è ufficiale, Hook ha risposto soltanto "Monday, Monday", lo sveleremo pubblicamente lunedì. Un'ostilità nei confronti degli Stati Uniti che oggi si rinnova.

Congelare il programma atomico militare di Teheran era stata considerata la priorità strategica dell'amministrazione Obama, che attraverso un meccanismo composto dai cinque paesi membri del Consiglio di Sicurezza della Nazioni, più la Germania in rappresentanza europea, aveva creato l'impalcatura multilaterale per portare al tavolo gli ayatollah e chiudere l'accordo che in acronimo tecnico viene definito Jcpoa, e che comunemente è conosciuto come l'accordo sul nucleare iraniano (operazione compiuta non senza alterare le relazioni con gli alleati storici statunitensi nella regione: Israele e Arabia Saudita, nemici esistenziali dell'Iran, che non volevano l'accordo). L'Iran è sceso in piazza contro il presidente degli Stati Uniti Donald Trump nell'anniversario dell'occupazione dell'ambasciata Usa di Teheran e alla vigilia del ripristino delle sanzioni americane dopo l'uscita di Washington dall'accordo sul nucleare. Nella dichiarazione congiunta si ribadisce l'impegno a preservare e mantenere "efficaci canali finanziari" con Teheran e lavorare per la "continuazione" delle esportazioni di gas e di petrolio iraniani.

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