Usa 2018, Trump: "Ora i democratici verranno da me e negozieremo"

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In vista di questa scadenza i repubblicani hanno in mano le carte migliori perché Trump può usare dei suoi poteri presidenziali per azioni autonome, che non esigono l'approvazione del Congresso, per esempio, nell'imposizione di dazi sui prodotti di importazione o nelle azioni militari. "E a sue s". Una spaccatura pertanto anche geografica, quella tra Gop e Dem, che vede la mappa politica degli Stati Uniti divisa tra un "mare rosso" (il colore dei Repubblicani) che si estende all'interno del Paese e un perimetro azzurro, però circoscritto soprattutto tra le due coste, East e West, con alcuni distretti del Texas in cui si sono affermati candidati democratici come Vicente Gonzales o Filemon Vela. Secondo le proiezioni saranno cento le donne a sedere sui suoi scranni, un record che straccia quello precedente di 84. I sostenitori di Trump ritengono che il risultato di ieri lo aiuterà, come era successo proprio con Clinton e Obama, entrambi confermati alla Casa Bianca dopo la sconfitta nel voto midterm. È la più giovane rappresentante al Congresso della storia americana. La promessa democratica ispanica che arriva dal Bronx, New York, è entrata come un fulmine sulla scena nazionale diventando un punto di riferimento per le minoranze e le donne del partito democratico. E questa rivoluzione è donna, giovane e socialista.

Perché Trump non è abituato al fair play, questo lo sappiamo: è sempre stato il boss di sè stesso e quindi nella sua mano tesa a Nancy Pelosi, leader dei Dem alla Camera, c'è sicuramente la volontà di stritolarla fino a romperne le dita. Per questo, quando sembra offrire una mano tesa ai democratici, pochi pensano che sia sincero fino in fondo.

"Ringraziamo il ministro della Giustizia Jeff Sessions, e gli auguriamo il meglio", ha twittato il presidente americano, annunciando che Matthew Whitaker, capo dello staff di Sessions, sarà temporaneamente ministro della giustizia ad interim. Come le prime due deputate native - Sharice Davids e Deb Haaland - e le due prime musulmane: la palestinese americana Rashida Tlaib e la somalo americana Ilhan Omar. Erano di fatto le ultime figure democratiche elette nei due Stati molto repubblicani e molto pro-Trump. Fuggita dall'Afghanistan dei Talebani nel 1997 con la sua famiglia quando aveva sei anni, Safiya è la prima ex rifugiata a ottenere un seggio all'Assemblea legislativa del New Hampshire.

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Il Tennessee ha eletto la prima senatrice femminile consegnando la vittoria a Marsha Blackburn, e il Nevada è salito a due con la sconfitta del repubblicano Dean Heller per mano della democratica Jacky Rosen. Dopo aver lasciato l'Afghanistan nel 1997, Wazir ha trascorso 10 anni in Uzbekistan con la sua famiglia prima di trasferirsi a Concord negli Stati Uniti. Ha due figlie e un terzo in arrivo a gennaio. Intanto aver perso un ramo del Congresso, per Trump rappresenterà un rallentamento per le sue politiche. I democratici hanno tuttavia conquistato influenti poltrone in Kansas e nella strategica regione del Midwest, piu' precisamente in Michigan e Illinois (dove ha vinto JB Pritzker, erede della dinastia degli Hyatt Hotel).

Insomma non passerà giorno che la task force democratica, già in fase di definizione, non trascorra a spulciare documenti sull'operato dell'amministrazione Trump e ad esaminare le questioni che i Repubblicani hanno deliberatamente evitato. "Dobbiamo rovesciare il muslim ban e riaffermare che ognuno e benvenuto in America".

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