Visite e accertamenti, in 4 milioni rinunciano per motivi economici

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Secondo l'Istituto nazionale di statistica, per raggiungere i target di crescita del Governo per il 2018 (+1,2%) sarebbe necessaria, in termini meccanici, "una variazione congiunturale del PIL pari al +0,4% nel quarto trimestre" dell'anno in corso. Secondo l'Istat, "la variazione acquisita per l'anno corrente è +1,0%. Per il 2017 è confermato un indebitamento pari al 2,4% del Pil e un debito pari al 131,2%", ha osservato ancora Franzini sottolineando che "per l'anno in corso e per quelli successivi si conferma quanto espresso nell'audizione sulla Nota di aggiornamento al Def 2018".

Secondo Istat, a generare problemi sarebbe la clausola relativa alla casa di proprietà. "Un problema di equità che potrebbe essere risolto in diversi modi, ed in particolare fissando soglie di accesso che tengano conto, oltre che dei diversi livelli di reddito, anche delle condizioni di godimento dell'abitazione". "Mancano risorse per garantire un adeguato livello di servizi in comparti essenziali per la collettività", segnalano in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato i rappresentanti delle istituzioni intervenute. Le famiglie che non sono in affitto (il 56,3%) si dividono in due sottogruppi: coloro che abitano in case di proprietà (40,7%) e coloro che hanno case in usufrutto o in uso gratuito (15,6%). E' uno dei dati forniti dall'Istat in audizione alla Camera sulle misure della manovra.

Mentre "sono oltre 4 milioni le persone che rinunciano per motivi economici". Tra quanti dichiarano che le risorse economiche della famiglia sono scarse o insufficienti (come detto, circa 4 milioni di persone, il 6,8 per cento), l'incidenza maggiore è la rinuncia alla visita col medico specialistico, che è pari al 5,2 per cento, a fronte dell'1,9 per cento tra le famiglie che sostengono di avere risorse ottime o adeguate.

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Franzini ha rimarcato poi le differenze territoriali tra Nord e Centro-Sud. A rinunciare di più sono "i più anziani, tra i 45 e 64" e "rilevante" ha detto il presidente Franzini, . La percentuale più bassa si rileva infatti nel Nord-est (2,2%) e la più elevata nelle Isole (4,3%).

Sono complessivamente 6 milioni gli italiani che rinunciano alle visite o accertamenti specialistici.

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