Aids, in Toscana i casi sono in diminuzione

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Sono questi i dati forniti dal nuovo Rapporto Aids-Hiv realizzato a cura della Direzione Prevenzione della Regione del Veneto, in occasione della Giornata mondiale per la lotta all'Aids, celebrata, come ogni anno, sabato 1 dicembre. Il flashmob è stato organizzato da Anlaids Lazio insieme al Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, alla Cooperativa Parsec, a Lisa Lazio e GAIA.

Quattro lettere che conosciamo da quasi 40 anni e che ancora ci spaventano: oggi per fortuna non si muore più di AIDS, grazie alla ricerca sono stati fatti progressi incredibili, ma l'infezione è molto lontana dall'essere stata sconfitta. L'età minima è di 17 anni. L'età media è di 39 anni per gli uomini e 36 anni per le donne ma l'incidenza più alta è stata osservata nella fascia d'età 25-29 anni. Nel 2017, la maggioranza delle nuove diagnosi è stata attribuita a rapporti sessuali non protetti, che costituivano l'84,3% di tutte le segnalazioni (eterosessuali 45,8%; Msm 38,5%). "L'incidenza delle nuove diagnosi di Hiv mostra una leggera diminuzione tra il 2012 e il 2015, con un andamento pressoché stabile dopo il 2015". In italiano "Hiv, conosci il tuo stato" è l'invito per tutti i cittadini a sottoporsi al test. "Un esame veloce, gratuito, anonimo - spiega il professor Claudio Mastroianni, direttore Uoc Malattie Infettive del Policlinico Umberto I di Roma, dove sono in cura 2000 pazienti con HIiv - e che consente, in caso di sieropositività, di accedere a cure tempestive, con una maggiore possibilità di successo dei trattamenti farmacologici".

Per quanto riguarda i casi di Aids conclamato, in Toscana, dall'inizio dell'epidemia al 31 dicembre 2017, sono stati notificati 4.828 nuovi casi di Aids. Uno studio condotto nell'ambito del progetto aMASE (advancing Migrant Access to health Services in Europe) in 57 strutture per il trattamento dell'Hiv di nove Paesi europei, tra cui l'Italia, su oltre 2200 migranti adulti con infezione, il cui scopo principale era quello di individuare il momento in cui questa popolazione - costretta per varie ragioni ad abbandonare il proprio Paese - ha contratto il retrovirus. L'incontro è fondamentale per combattare i pregiudizi che ancora alcuni hanno in tema di HIV e per sfatare il mito del collegamento tra orientamento sessuale e HIV che ancora viene a sproposito proposto. L'AIDS infatti non è un qualcosa che 'si prende', semmai è un qualcosa che 'perdi'. "Si evita così il rischio sviluppare l'Aids, e si riduce enormemente la diffusione, anche inconsapevole, dell'infezione".

Bimbo scrive al papà in Paradiso. Le poste inglesi: lettera recapitata
Quando il bambino ha saputo che le sue parole erano arrivate al papà, la sua felicità è stata incontenibile. La madre di Jase , Teri Copland ha detto di essere stata sorpresa e commossa da tanta gentilezza.

La pagina Epicentro Infezioni sessualmente trasmesse dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS), a questo link.

Perché tutti siamo potenzialmente a rischio!

Rimane costante nell'ultimo quinquennio la proporzione delle persone con nuova diagnosi di Aids che scopre di essere Hiv positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi di Aids. Ha condotto l'incontro Paolo Rondelli.

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