Batterio killer: 10 mila pazienti a rischio in Veneto

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In particolare il Mycobacterium chimaera è stato individuato in un dispositivo che viene utilizzato per regolare la temperatura del sangue nella circolazione extracorporea durante gli interventi cardiochirurgici. Ad oggi, in Regione Veneto, sono stati diagnosticati 16 casi di infezione da Mycobacterium chimaera, di cui due con intervento cardiochirurgico eseguito in altre Regioni. I pazienti riceveranno una scheda informativa contenente le informazioni sui sintomi e l'indicazione dei numeri di telefono da contattare per qualsiasi evenienza e per gli eventuali approfondimenti clinici necessari.

Il gruppo Tecnico ha anche sottolineato che "i macchinari presenti nelle cardiochirurgie di tutti gli ospedali veneti sono già stati messi in sicurezza e, in alcuni casi, sostituiti".

Contestualmente, si apprende che la Regione del Veneto congiuntamente alla Regione Emilia Romagna ha messo in atto un monitoraggio microbiologico relativo alla contaminazione dei dispositivi in parola. Il tempo di incubazione può variare in range compreso tra i 3 e i 72 mesi e il tasso di mortalità e di circa il 50%. Alcune indagini hanno poi permesso di scoprire che il batterio è stato il responsabile di numerose infezioni a partire dal 2011.

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La squadra nerazzurra però è anche la seconda in termini di tifosi al seguito, subito davanti al Milan . Dietro, infatti, le inseguitrici faticano a reggere il passo della formazione di Allegri [VIDEO ].

Gli interventi mondiali "a cuore aperto" invece sono circa un milione e mezzo all'anno mentre nel nostro Paese sono circa 40mila. L'ipotesi è che il batterio fosse presente nel macchinario già prima dell'installazione in sala operatoria, ma su questo dovranno fare luce le autorità.

Come hanno reagito le autorità e quali misure immediate sono state adottate? Tutte le categorie professionali interessate sono state informate della situazione e hanno ricevuto raccomandazioni sull'uso e la manutenzione delle macchine per l'ipotermia; è stata inoltre intensificata la sorveglianza. Si manifesta con febbre, sudorazioni notturne e deperimento organico. Una stima dell'Hhs inglese ha stimato che solo 1 su 5mila pazienti che hanno subito queste operazioni si ammala, il rischio è ancora più basso per chi è finito in sala operatoria per altri motivi.

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